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    Selegas, oggi appuntamento con “Saboris Antigus”

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    Nel cuore della Trexenta, tra due valli alle falde del monte Nuritzi e del suo omonimo nuraghe, si trova il paese di Selegas, popolato da circa 1400 abitanti che, nella giornata di oggi, apriranno le porte delle loro “Domus”, le chiese e le piazze ai visitatori per il secondo appuntamento di Saboris Antigus.

    Dopo il grande successo di Gergei della scorsa settimana, la manifestazione fa tappa dunque in un altro dei 9 paesi della Trexenta – che fanno parte di un circuito, guidato dalla Camera di Commercio di Cagliari-Oristano – pensato per promuovere le bellezze e le ricchezze del territorio, siano esse enogastronomiche, archeologiche, materiali o immateriali, legate a feste, festival, luoghi di culto, leggende e tradizioni.

    Il nome del paese, Selegas, è legato alle abbondanti coltivazioni di segale, il ‘pane nero’ della plebe di Roma – o da segetes, ‘cereali’, quindi ‘terra di Cerere’ dea delle messi. La struttura del paese è tipicamente rurale: le case sono basse e le facciate sono impreziosite da murales che raccontano la vita quotidiana e l’organizzazione sociale del luogo. Al centro del paese troneggia la chiesa parrocchiale di Sant’Anna, in stile gotico-pisano del XII-XIII secolo. Il campanile ha quattro campane e sulla più antica (1608) si trova l’incisione Seligas.

    E’ certamente un territorio ricco di tradizioni secolari e luoghi suggestivi, legati a storie vere, antiche leggende e racconti affascinanti: ma soprattutto Selegas è un paese immerso in una rete di percorsi nuragici, pozzi sacri, tombe dei giganti, doveattualmente sono in corso campagne di scavi che hanno portato a nuove interessanti scoperte.

    A Selegas inoltre è stata ritrovata la statua in marmo bianco nota come la dea madre da Turriga.
    La scoperta la fece un contadino nel 1935, all’interno di un cerchio di pietre legato – si presume – a un villaggio nuragico, in località appunto Turriga. Oggi il simbolo è noto e conosciuto anche perché legato a un omonimo e noto vino. Gli studiosi hanno avanzato l’ipotesi che si possa trattare di un idolo legato alla protezione domestica risalente al Neolitico. Noi oggi sappiamo di certo che la donna cruciforme di Turriga è un simbolo importantissimo e molto identificabile del territorio di Selegas e di tutta la Sardegna. Domenica 13 la piazza Dea Madre, con la scultura dell’artista Lorenzo Muntoni, si veste a festa per l’occasione.

    Grazie alla giornata di Saboris Antigus, Selegas sarà interamente visitabile e potrà proporre le sue bellezze al visitatore che sarà così invitato a tornare più volte durante tutto l’arco dell’anno.

    Si parte alle ore 9 con la colazione di benvenuto, rigorosamente apparecchiata secondo le tradizioni del paese, presente il tipico flan di latte. Si prosegue poi con la dimostrazione degli antichi mestieri e l’esposizione dei prodotti locali negli stand del centro storico. Sono in programma le visite alle case padronali, come Casa Puddu, Casa Erriu, Sa Domu de sa Contissa, Sa Ziminera, Ex Cinema, e ci sarà la possibilità di visitare i luoghi di culto: la chiesa di Sant’Anna, San Gioacchino e il Museo di Arte Sacra. Le strade del paese saranno animate dalla musica tradizionale degli strumenti sardi più conosciuti: Marco Sollai e Andrea Puddu (fisarmonica), le launeddas e le percussioni di Matteo Muscas, Carolina Casula e Jonathan Della Marianna, l’organetto di Andrea Sollai, il canto corale con la Schola Cantorum Mater Dei.

    I laboratori. Saboris Antigus è una manifestazione pensata a dimensione di famiglia, per questo i laboratori sono stati ideati sia per adulti che per bambini. Da non perdere la lavorazione del formaggio e della pasta fresca, accompagnata dalle degustazioni, e ancora quella del gateaux.

    La giornata si concluderà con il concerto di Maria Luisa Congiu e spettacoli pirotecnici.

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