Una grave emergenza sanitaria sta colpendo in questi giorni la Sardegna, dove numerosi pazienti affetti da talassemia major si trovano privi di un farmaco salvavita essenziale: il deferasirox, commercializzato con il nome Exjade. A denunciarlo è l’associazione Thalassa Azione APS, che in un comunicato stampa diffuso oggi parla di una situazione “inaccettabile” e chiede interventi immediati da parte della Regione e del Ministero della Salute.
Secondo quanto riportato, il farmaco ferrochelante risulta irreperibile in molte farmacie ospedaliere e territoriali dell’isola. L’Exjade è uno strumento fondamentale per i pazienti sottoposti a terapia trasfusionale cronica: serve a prevenire l’accumulo tossico di ferro negli organi vitali, condizione che può causare complicanze gravi e potenzialmente fatali.
“Ci stanno costringendo a scegliere tra trasfonderci e rischiare danni permanenti, o sospendere le trasfusioni. È disumano”, denuncia un paziente seguito in uno dei centri talassemici della Sardegna, riportando una testimonianza che dà il senso dell’angoscia e della frustrazione vissute in questi giorni.
L’associazione Thalassa Azione lancia un appello alle istituzioni, chiedendo con urgenza chiarezza sulle cause della carenza, il ripristino immediato della distribuzione, un piano d’emergenza per evitare il ripetersi di simili criticità e l’intervento diretto dell’Assessorato regionale alla Sanità e del Ministero della Salute.
“Non possiamo accettare che i pazienti cronici vengano dimenticati dalla macchina sanitaria. Ogni giorno senza Exjade è un giorno in cui mettiamo a rischio la vita delle persone”, affermano i rappresentanti dell’associazione.
Non è la prima volta che la Sardegna affronta disservizi nella distribuzione dei farmaci salvavita per i pazienti talassemici, ma – sottolinea l’associazione – questa volta si è superato ogni limite di tollerabilità. Un paradosso, considerando che l’isola è una delle regioni europee con la più alta incidenza di talassemia.
L’appello di Thalassa Azione si rivolge anche all’opinione pubblica: “Invitiamo gli organi di informazione, i rappresentanti istituzionali e i cittadini a non restare in silenzio. Questa è una battaglia di civiltà”. Una battaglia che riguarda il diritto alla salute, la dignità dei pazienti e il futuro di centinaia di sardi che ogni giorno lottano contro una malattia rara e complessa.





