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Quando arte dolciaria e tradizione sarda si uniscono

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Sono autentiche opere d’arte, frutto di grande talento, impegno, passione e creatività, i dolci prodotti dalla quartese Rita Sarritzu: le sue mani riescono a coniugare contestualmente arte dolciaria e tradizione sarda, dando vita a capolavori eccelsi.

Si tratta di dolci di mandorle, prodotti tipici di Quartu Sant’Elena, che conferiscono alla città un’identità antica e connotativa del gusto locale.

Sono amaretti, “gueffus”, gallettine sarde, “is candelaus”, “is mustazzolus”, bianchini, gâteau, confetti per le ricorrenze (tutti realizzati con semplici ingredienti a base di mandorle, zucchero, uova e limone), i dolci confezionati da Rita, hobbista e autodidatta già dalla sua infanzia quando, sin da allora, osservava lavorare con estremo interesse alcune “druceras”, nei pressi della sua abitazione. 

Afferma: “Così è nata la passione, in maniera ludica e naturale, sia con la sperimentazione dei vari ingredienti per la realizzazione di alcune ricette, sia grazie alla mia curiosità di ciò che adulti, professionisti del settore, preparavano”.

La predisposizione naturale e il suo desiderio di migliorarsi sono stati supportati, negli anni, anche da percorsi formativi lunghi e approfonditi che hanno permesso a Rita Sarritzu di affinare le sue competenze e di farsi conoscere anche attraverso alcune esposizioni e mostre isolane sui dolci sardi.

Altro fiore all’occhiello della produzione dell’artista quartese sono i prodotti dolciari confezionati con la pasta di zucchero: questi presuppongono l’utilizzo di una maggiore manualità per quel che concerne l’aspetto decorativo, la cui realizzazione si ispira, in modo particolare, ai gioielli della tradizione locale.

 Nella fattispecie, si tratta di accessori in filigrana che arricchivano i costumi sardi, per esempio le spille: i bottoni campidanesi, la spilla bottone, il “girasole”, “su lasu” (indossato dalle spose) e anche quelli della tradizione religiosa come il Rosario, che divenne elemento integrante dell’abito sardo femminile.

Meritano una nota a parte, per bellezza e raffinatezza, le spighe di grano, i fiori (le calle, le rose, sia rosse che multicolore, adornanti torte e altri preparati) e i prodotti a base di pasta di zucchero con tema marino che, nel riprendere i colori e gli elementi del mare, conferiscono alla nostra tradizione dolciaria sarda un’ulteriore connotazione identitaria.

La bellezza della produzione artistica dolciaria di Rita è anche frutto del suo grande entusiasmo nel volere realizzare i dolci tipici, della passione e determinazione nell’eseguire il suo lavoro che, a suo dire, le trasmette “calma e gioia”. Ad esso ama dedicarsi prevalentemente nelle ore notturne, perché “è proprio il silenzio della notte a favorire la concentrazione e una sempre rinnovata ispirazione per ulteriori creazioni”.

Alla mia domanda se abbia dei progetti particolari per il futuro nell’ambito del settore produttivo, Rita risponde esprimendo un desiderio particolare: quello di riuscire a tramandare ai giovani, l’arte di preparare i dolci, insegnandola, se ci fosse la possibilità, sin dall’infanzia attraverso dei progetti formativi mirati e specifici, al fine di poter salvaguardare questa nostra tradizione identitaria.

Giovanna Porcu

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