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Triei, nuovi appuntamenti del festival “IMAGOMARE”

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Un antico sito nuragico immerso tra il Supramonte di Baunei e il mare di Arbatax si trasforma in uno spazio di esplorazione tra scienza, arte e spiritualità. Succede a Triei, alla Tomba di Osono, dove sabato 26 luglio andrà in scena “Risonanze Celestiali”, evento immersivo nell’ambito del festival IMAGOMARE, diretto dall’artista e curatrice Nicoletta Zonchello per EIA Factory.

Il festival di media art relazionale, in corso fino a martedì 29 luglio, porta il pubblico a riscoprire il territorio attraverso esperienze sensoriali e performative che uniscono natura, tecnologia e immaginazione. L’appuntamento, previsto per le ore 20, condurrà i partecipanti in un viaggio tra intuizione e scienza, tra antichi saperi e visioni contemporanee. L’esperienza sarà guidata da Riccardo Mantelli, artista e tecnologo creativo che ha fatto dell’incontro tra spiritualità arcaica e linguaggi digitali il cuore della sua ricerca.

Risonanze Celestiali esplorerà i cicli cosmici, come quello di Venere, e sistemi simbolici come la gematria, integrando l’osservazione del cielo a tecnologie interattive che amplificano la percezione e aprono nuove visioni. L’intervento di Mantelli si configura come un rituale generativo che trasforma il sito archeologico in un laboratorio a cielo aperto, dove il codice diventa strumento di introspezione e connessione.

Dal 2016 Mantelli approfondisce lo studio di geometria sacra e tradizioni sapienziali presso la Royal Foundation School of Traditional Arts di Londra e l’Institute for Mediterranean Studies (FORTH) a Creta. Le sue opere, esposte a livello internazionale, fondono intelligenza artificiale, simbolismo mistico e linguaggi visuali. Attualmente è docente presso Domus Academy e NABA Milano.

Il programma di IMAGOMARE proseguirà domenica 27 luglio al MAB di Bari Sardo, con due appuntamenti: alle ore 21 la performance sonora Clavius di Daniele Ledda, seguita da Audible Landscapes for Unforeseeable Cities, performance audiovisiva di Felice Colucci ed Enrico Sesselego.

Il festival si conferma un’occasione unica per vivere i luoghi della memoria attraverso linguaggi contemporanei che mettono in dialogo tecnologia, paesaggio e immaginario collettivo.

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