HomeEventi“Amami da morire”: avvincente spettacolo-conferenza di Roberta Bruzzone a Capoterra

“Amami da morire”: avvincente spettacolo-conferenza di Roberta Bruzzone a Capoterra

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Ha riscosso un successo strepitoso lo spettacolo-conferenza, nuovo e inedito nel suo genere, “Amami da morire”, svoltosi il 23 agosto presso il Parco Urbano di Capoterra, gremito per l’occasione.La nota Criminologa Investigativa, Roberta Bruzzone, con l’accompagnamento musicale alla chitarra di Massimo Marino, ha catturato l’uditorio col racconto di un “viaggio” all’interno delle relazioni tossiche, spesso proprie dei narcisisti, fornendone gli strumenti, con frasi ed esempi appropriati, per riconoscerle e per smascherarle. Amore e manipolazione: un binomio antitetico e un confine sottilissimo per una relazione che soltanto in apparenza ha il volto dell’amore, mentre in realtà è possesso, dipendenza e controllo.La Psicologa Forense ha illustrato in maniera esaustiva tutte le varie fasi della relazione con un narcisista, ponendo in rilievo come questa “sia spesso equivalente a un’arma che può uccidere senza sangue”, perché “l’assassino” non ha in mano un oggetto contundente, ma produce nella vittima delle ferite che non smettono di sanguinare, lasciando in lei delle conseguenze psicologiche e fisiche, perché, afferma la Bruzzone, “il dolore psichico ha col corpo un legame tossico”.“Amami da morire” ha fatto centro sulla invisibilità sociale delle relazioni tossiche che si snodano tra i ricatti e gli inspiegabili silenzi punitivi, le svalutazioni manifeste, le colpe, le paure ecc.È uno spettacolo rivolto alle donne ma anche agli uomini, vittime e protagonisti di relazioni sbagliate e richiama l’attenzione su una realtà tanto invisibile quanto diffusa che troppo spesso si vive in silenzio, ma dalla quale si può e si deve uscire con un importante monito: riconoscere i segnali, come primo passo per salvarsi, per riuscire a distinguere la libertà dal controllo, l’amore dal possesso e dalla dipendenza. E ancora, per trasformare la rabbia in energia ai fini di una sicura rinascita, ma soprattutto per “non amare più da morire”: è questa la vittoria più grande.

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