Un’esperienza immersiva che fonde musica dal vivo e immagini spettacolari, raccontando la storia dell’arte in Sardegna attraverso i millenni. È “L’Arte dei Giganti”, un progetto che si propone come un vero e proprio viaggio sonoro e visivo attraverso oltre settemila anni di espressione artistica sull’isola.
Al centro dell’iniziativa, un grande concerto multimediale che intreccia suono e visione, dove la musica originale accompagna un flusso continuo di immagini proiettate su grandi led wall: reperti archeologici, opere d’arte, sculture in pietra e bronzo, paesaggi e volti che incarnano il genio creativo dei popoli sardi, dall’età neolitica fino all’arte contemporanea.
L’apertura del racconto è affidata alla Venere di Macomer, statuina neolitica simbolo del sacro femminile e della fertilità. Da lì si snoda un percorso che attraversa le Dee Madri della preistoria, i pozzi sacri dell’età nuragica – sorprendenti capolavori di ingegneria e spiritualità –, e i menhir sparsi nel paesaggio isolano, veri e propri totem ancestrali rivolti al cielo.
Non mancano i celebri bronzetti nuragici, piccole sculture cariche di forza simbolica che ritraggono guerrieri, sacerdotesse, animali, imbarcazioni e divinità, testimoni di una società ricca e complessa.
Il racconto visivo e musicale giunge poi ai protagonisti dell’arte sarda moderna e contemporanea: le opere cucite di Maria Lai, le forme sospese tra arcaico e moderno di Costantino Nivola, le sculture emozionanti di Francesco Ciusa, fino alle visioni di Fancello.
Pittura, ceramica, tessitura, pietra e metallo diventano fili intrecciati di un’unica narrazione, dove la cronologia delle opere guida il ritmo del concerto. Le musiche originali, pensate come paesaggi sonori, accompagnano le immagini creando un’esperienza fuori dal tempo, in cui passato e presente si fondono in un respiro comune.
L’Arte dei Giganti si presenta così come un omaggio potente e poetico all’identità culturale della Sardegna. Una celebrazione del talento creativo che, generazione dopo generazione, ha resistito e si è trasformato, contribuendo a plasmare non solo l’anima dell’isola, ma anche quella del Mediterraneo e dell’umanità intera.





