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    Gonnosfanadiga, la gestione degli impianti sportivi crea un’anomalia: società “di serie A” in campo, le altre ai margini

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    Gonnosfanadiga cresce la tensione attorno alla gestione degli impianti sportivi comunali. Diverse società denunciano una situazione di stallo che, a loro dire, penalizzerebbe le realtà minori e ne favorisce altre, in particolare per quanto riguarda il campo di via Ugo Foscolo. L’assenza di un bando pubblico e di risposte formali alle richieste di concessione avrebbe infatti bloccato l’attività di numerosi club, lasciando senza certezze atleti e famiglie.

    A tal riguardo, di seguito pubblichiamo integralmente il comunicato stampa diffuso da Giorgia Pili, Vice Presidente dell’associazione Multisport Academy.


    COMUNICATO STAMPA

    Una profonda disparità scuote la comunità sportiva di Gonnosfanadiga, dove l’assenza di un bando per l’assegnazione degli impianti comunali ha generato una situazione di stallo e profonda frustrazione. A farne le spese sono le società sportive minori, che denunciano un trattamento di favore verso altre associazioni, definite sarcasticamente “di serie A”, che starebbero usufruendo delle strutture senza alcuna regolare concessione.

    Il caso più emblematico riguarda il nuovo campo sportivo di via Ugo Foscolo, attualmente utilizzato in via esclusiva da un’unica società.

    Secondo le segnalazioni delle altre associazioni, questo utilizzo avverrebbe in totale assenza di un bando pubblico o di una concessione formale, contravvenendo a quel principio di equità che dovrebbe governare l’accesso ai beni comuni. Un’accusa pesante, considerando che altre realtà del territorio, pur avendo presentato richieste e protocollato documentazioni, sono ferme da mesi, impossibilitate ad avviare la stagione sportiva, ad aprire le iscrizioni e a pianificare le attività per i propri tesserati, inclusi i bambini.

    L’amministrazione comunale, pur avendo precedentemente ventilato l’idea di un bando per regolamentare l’uso degli spazi, non ha dato seguito alle promesse. L’assenza di un cronoprogramma chiaro e la totale mancanza di comunicazioni ufficiali hanno lasciato le società sportive in un limbo di incertezza. Il loro timore è che l’inerzia comunale non sia casuale, ma che nasconda una mancanza di volontà di intervenire per sanare una situazione che, a loro dire, danneggia l’intero paese. La vicenda non solo solleva seri interrogativi sulla trasparenza nella gestione dei beni pubblici, ma alimenta anche un clima di sfiducia e delusione tra chi, con impegno e dedizione, cerca di offrire un servizio alla comunità.

    La gestione e l’utilizzo delle strutture sportive di proprietà di un Comune devono essere regolamentate in modo chiaro e trasparente. Le strutture dovrebbero essere messe a disposizione della comunità locale, garantendo un accesso equo e non discriminatorio.

    Richieste di concessione per l’uso delle strutture. Qualsiasi associazione o ente che desideri utilizzare uno spazio sportivo comunale ha il diritto di presentare una richiesta di concessione formale. Le amministrazioni comunali sono tenute a fornire una risposta ufficiale e tempestiva a tali richieste. È fondamentale che le risposte siano scritte e motivino chiaramente l’accoglimento o il diniego della domanda, in modo da permettere ai richiedenti di comprendere le ragioni della decisione.

    La mancanza di una risposta formale impedisce alle società di pianificare le proprie attività, specialmente quelle dedicate ai bambini e ai ragazzi del territorio. La trasparenza e il rispetto delle procedure sono essenziali per assicurare che tutti possano beneficiare in modo equo delle risorse comuni.

    Le società penalizzate ribadiscono la necessità di un’azione immediata da parte del Comune, non solo per ristabilire l’equità, ma anche per dare un segnale di correttezza e rispetto verso tutte le realtà sportive del paese.

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