Pet Therapy: un intervento di cura e di aiuto a supporto della medicina tradizionale che utilizza la presenza e l’interazione con gli animali al fine di migliorare lo stato di salute delle persone.
Agisce così anche Dalia: un labrador femmina di quattro anni, istintivamente predisposta alla relazione, adeguatamente formata e capace di interagire sempre in maniera appropriata; dell’uomo percepisce la sua individualità e sempre contestualizza il comportamento all’ambiente umano e sociale in cui si trova inserita.
“Dalia è un animale co-terapeuta”, afferma Francesca Carrus, proprietaria del cane, educatrice, operatrice in Pet Therapy e titolare della società unipersonale D come Dalia (con sede a Quartu Sant’Elena), il cui scopo è quello di portare benessere attraverso la TAA (terapia assistita con l’animale) e di essere un supporto presente nella crescita personale ed emotiva di ciascuno.
Il campo d’azione e gli interventi con Dalia sono molteplici; abbracciano la fascia d’età che varia dai sei mesi ai novant’anni e si concentrano maggiormente sui bambini e sugli anziani, ma con obiettivi tra loro differenti.
Nelle persone di terza età, prosegue la proprietaria di Dalia, anche in quelle con difficoltà cognitive, il cane, mediante la sua capacità interattiva, diventa un conforto e al tempo stesso uno stimolo, mentre nel rapporto con i bambini, i vantaggi consistono principalmente nell’imparare a fidarsi del prossimo, nel maturare la propria autostima e nello scoprire le proprie paure.
La gestione delle emozioni, spiega Francesca, si focalizza soprattutto sulla rabbia e sulla paura, perché Dalia sa essere una presenza semplice e discreta che rassicura, permette il contatto fisico e accoglie senza giudizio, garantendo e infondendo fin da subito fiducia e sicurezza.
Più in generale, ma non secondario per importanza, è l’imparare a rapportarsi in modo corretto con i cani, apprendendo il rispetto per gli animali e conseguentemente per i propri simili: a tal fine, sostiene la titolare della società unipersonale, Dalia funge da transfert e da esempio mediatore.
La Pet Therapy, un approccio terapeutico in forte crescita, è rivolto a tutti: individui sani o con patologie specifiche e si articola in tre percorsi diversi, ma tra loro interrelati (ludico, educativo e terapeutico); questi sono strutturati a lungo termine, con importanti finalità: migliorare la qualità della vita, far crescere nuovi legami, incrementare il benessere di bambini, adulti, anziani, insegnanti e di tutte le persone che partecipano alle attività proposte.
Le attività ludico-educative si plasmano insieme, soprattutto a scuola, a partire dall’asilo nido, nel quale vengono costruiti dei percorsi didattici specifici che proseguono poi negli altri ordini scolastici. Alla scuola primaria, per esempio, racconta Francesca, Dalia “ascolta” le lezioni con i bambini, restando seduta accanto a loro per l’intera durata dei compiti, conducendoli in maniera del tutto spontanea a migliorare le loro capacità di attenzione e di concentrazione.
Più in particolare, gli alunni vivono in maniera positiva e diversa dal solito l’approccio allo studio, ottenendo indiscutibilmente dei risultati proficui.
I servizi TAA inerenti al percorso terapeutico sono invece prescritti dagli specialisti (contestualmente alle altre cure cliniche) e sono diffusi negli ospedali all’interno dei vari reparti, soprattutto in quello di pediatria e tra i pazienti oncologici.
In merito a ogni tipologia di intervento intrapreso, la titolare della società D come Dalia ne ritiene fondamentale la continuità temporale, al fine di garantire una sicura crescita, non solo per le persone interessate alla terapia, sulle quali, afferma: “è fondamentale cucire un percorso su misura”, ma anche per il cane “co-terapeuta” che a sua volta “impara a modulare le proprie emozioni e ad acquisire nuove competenze”.
Alla mia domanda su come si possano sintetizzare brevemente i risultati ottenuti con la Pet Therapy, Francesca risponde concisa e sicura: “condivisione di obiettivi comuni, crescita e legame”. Tre parole chiave che racchiudono l’intento della progettualità e degli obiettivi contenuti nella società uni personale D come Dalia: quello di offrire “la magia di sentirsi accolti sempre nel posto giusto esattamente così come si è”.
È evidente, dunque, come la terapia assistita con gli animali si stia dimostrando una scelta vincente, soprattutto in questi ultimi anni. La sua origine risale al 1961, quando per la prima volta, il termine Pet Therapy venne usato dal neuropsichiatra infantile americano Boris Levinson, il quale rilevò quanto fosse positiva la presenza degli animali contestualmente e in aggiunta alle cure cliniche somministrate.
I pazienti ne traevano giovamento in termini di recupero e guarigione; tale constatazione fu avvalorata in seguito anche da altri specialisti: medici, educatori, fisioterapisti, psicoterapeuti, ecc., tanto che la Pet Therapy (terapia assistita con gli animali e basata sulla loro interazione con i pazienti) venne riconosciuta come cura ufficiale su proposta del Ministero della Salute dal DPCM del 28 febbraio 2003. La sua istituzionalità venne poi confermata nel 2015 con la pubblicazione delle Linee Guida Nazionali per gli Interventi Assistiti con gli animali (IAA).
L’auspicio è che la TAA, decretata dalla normativa nazionale e che prevede la presenza anche di altri animali (cavalli, conigli, gatti, delfini, asini), possa trovare uno spazio sempre maggiore, oltreché negli ospedali, anche in diversi altri contesti: dai centri riabilitativi alle scuole, dalle strutture socio educative e assistenziali per minori e anziani alle abitazioni private, con l’obiettivo di migliorare la qualità della vita e il benessere psicofisico delle persone.






