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Treni a idrogeno, Uil e Uiltrasporti Sardegna: “La transizione deve essere giusta: al centro lavoro, nessuno deve essere lasciato indietro”

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“La Sardegna da periferia può diventare un laboratorio nazionale dell’idrogeno, dove non si limiti alla sperimentazione ma diventi occasione concreta di lavoro e sviluppo. Tutto questo può avvenire perseguendo una transizione giusta attraverso scelte politiche coraggiose, investimenti, visione e partecipazione”.

In questi concetti si sintetizza la visione della segretaria generale della Uil Sardegna Fulvia Murru, intervenuta durante l’incontro “Treni Verdi: l’idrogeno in corsa”, organizzato a Mandas dalla Uiltrasporti Sardegna a cui hanno preso parte tra gli altri il sindaco di Mandas Umberto Oppus, le assessore regionali all’Ambiente e ai Trasporti Rosanna Laconi e Barbara Manca, il presidente del Consiglio Regionale Piero Comandini, il vicedirettore dell’Arst Salvatore Perra per fare il punto sugli investimenti della Regione sui treni a idrogeno e sulla realizzazione di una centrale di produzione, distribuzione e rifornimento di idrogeno proprio a Mandas.

La posizione della Uil Sardegna e della Uiltraspoprti è chiara: “Parlare di idrogeno significa parlare di lavoro, sviluppo, ambiente e diritti – hanno ribadito la segretaria e Valerio Mereu segretario generale della Uiltrasporti Sardegna che ha moderato l’incontro -. Lavoro perché la produzione e l’utilizzo di idrogeno verde richiede nuove professionalità che si traducono in nuovi posti di lavoro qualificati e opportunità per i giovani. Sviluppo perché l’idrogeno può diventare un motore di riconversione per i territori segnati dalla crisi industriale. Ambiente perché decarbonizzare i trasporti significa ridurre l’inquinamento”.

Secondo la segretaria generale: “La transizione industriale e produttiva deve essere accompagnata da quella sociale occupazionale. La transizione deve essere giusta: il lavoro deve rimanere al centro e nessuno deve essere lasciato indietro”.

Sono tre le condizioni che il sindacato pone e che la segretaria ha oggi ribadito alle esponenti della Giunta Todde: “Investimenti pubblici e privati con piani di lungo periodo – ha precisato Murru – Coinvolgimento delle parti sociali perché ogni piano di transizione energetica deve vedere al tavolo i sindacati. Politiche integrate: non si può parlare di idrogeno senza collegarlo a energia e trasporti, industria e lavoro”.

Secondo il sindacato Uil Sardegna e Uiltrasporti Sardegna “serve una regia nazionale e regionale che faccia sintesi – hanno precisato Murru e Mereu – occorre un nuovo patto per l’energia e il lavoro con al centro una transizione giusta, un patto tra istituzioni, imprese, lavoratori e comunità locali. Un patto che dica chiaramente che ogni scelta energetica deve portare benefici concreti alle persone, ai territori e ai lavoratori. Non vogliamo un’Isola ridotta a semplice piattaforma di produzione energetica, ogni megawatt prodotto si traduca in sviluppo locale, diritti e occupazione”.

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