Il Cagliari cade alla Domus contro l’Inter. Per gli uomini di Pisacane è la seconda sconfitta in questo campionato dopo quella di Napoli. È una sconfitta però decisamente diversa: se contro i partenopei il Cagliari si era difeso bene ed era riuscito a mantenere il pareggio fino al 95’, in questa occasione la squadra di Pisacane è andata quasi subito sotto di un gol, senza riuscire a reagire con la giusta veemenza.
Inter, un gol e il minimo sindacale
Il tecnico napoletano, in avvio, ha provato a sorprendere i nerazzurri con un nuovo assetto tattico, il 4-4-2, ma è stata l’Inter a sorprendere il Cagliari con un ottimo palleggio e soprattutto con il gol di Lautaro Martinez al 9’. Da quel momento, nel corso della prima frazione, la partita ha viaggiato sul filo dell’equilibrio per quanto riguarda le occasioni da gol, se si eccettua una conclusione alta di Thuram. Il Cagliari non è riuscito a esprimersi come aveva fatto nelle ultime uscite, mentre l’Inter ha gestito con tranquillità, risparmiando persino qualche energia in vista dell’impegno di Champions League contro lo Slavia Praga. Alle perplessità sul primo tempo opaco, in casa rossoblù si aggiunge la preoccupazione per le condizioni di Belotti, uscito poco prima dell’intervallo per uno scontro col portiere Martinez in uscita: per lui si teme un lungo stop.
Cagliari più vivace
La ripresa è stata diversa, con un Cagliari più coraggioso. In avvio di secondo tempo, un palo di Calhanoglu spaventa i rossoblù, che tremano ancora pochi minuti dopo per una gran conclusione di Thuram respinta da Caprile. Nonostante la maggiore vivacità, il Cagliari non riesce a pungere dalle parti di Martinez fino al 73’, quando Folorunsho colpisce un palo con un colpo di testa, pareggiando il conto dei legni. Il Cagliari ci prova ancora, ma non trova il guizzo giusto. Anzi, è l’Inter ad andare vicina al raddoppio con un’occasione di Frattesi salvata sulla linea da Idrissi. Pochi minuti più tardi, Pio Esposito segna il gol del raddoppio, la sua prima realizzazione in Serie A, e Mkhitaryan centra il palo alla destra di Caprile, mettendo definitivamente fine alla partita.
Sette giorni per ripartire
È stato vano, infatti, il forcing finale del Cagliari, che è apparso sottotono rispetto alle prime uscite stagionali. L’Inter è una squadra di livello superiore, ma ai ragazzi di Pisacane è mancata intensità ed è mancata soprattutto la personalità che in altre occasioni aveva permesso alla squadra di imporre il proprio gioco in determinati momenti della gara. Probabilmente ha pesato la forza dell’avversario, che ha fatto nascere tra i rossoblù un certo timore reverenziale, sintomo di una squadra non ancora pienamente matura.
Sarà una settimana impegnativa dal punto di vista mentale: il gruppo dovrà ritrovare serenità in vista del match di domenica 5 ottobre alle 12:30 a Udine. I sardi restano fermi a 7 punti in classifica. Con le partite di oggi, la graduatoria si muoverà ulteriormente e il Cagliari rischia di essere risucchiato in posizioni più vicine alla sua reale dimensione.





