Con un intreccio di voci, esperienze e visioni che hanno attraversato idealmente mari e confini, si è conclusa a Cagliari “Nel mare di mezzo. Legami mediterranei”, la tre giorni promossa da Arci Sardegna e dedicata alla pace, alla cooperazione tra i popoli e al futuro del Mediterraneo.
Per tre intensi giorni, l’iniziativa ha ospitato incontri, testimonianze, dialoghi e momenti artistici che hanno trasformato gli spazi dell’iniziativa in un crocevia di umanità e riflessioni condivise.
Le discussioni hanno affrontato le migrazioni come fenomeno umano prima ancora che politico, i conflitti che devastano intere regioni, le disuguaglianze che segnano le rotte del Sud globale e la necessità urgente di costruire nuove alleanze per un futuro più giusto.
Le voci provenienti da diverse sponde della nostra isola e del mondo – operatori sociali, ricercatrici, attivisti, rappresentanti istituzionali e semplici cittadini – hanno portato al centro del dibattito storie di impegno, di resistenza e di cooperazione quotidiana. Racconti che hanno restituito complessità, ma anche speranza: perché nel Mediterraneo, mare di partenze e ritorni, la convivenza è una possibilità concreta che richiede coraggio e responsabilità.
“Avere un ruolo istituzionale in questo momento significa anche essere costruttori di pace. L’Assessorato della pubblica istruzione, che ha finanziato e supportato questa conferenza, ha messo in campo interventi vanno in una direzione di pace: le borse di studio universitarie per gli studenti palestinesi, la promozione della cittadinanza attiva attraverso i progetti di scambio giovanile europeo, il sostegno al progetto Promemoria Auschwitz” commenta Ilaria Portas, assessora alla Pubblica Istruzione e Cultura
Importante la condivisione degli impegni per il futuro: rafforzare le reti di cooperazione internazionale, promuovere politiche di pace e accoglienza, sostenere il protagonismo delle comunità locali e della società civile, e continuare a costruire spazi di incontro capaci di dare forma a nuove narrazioni, lontane da semplificazioni e paure.
“In un tempo in cui i muri e le diffidenze sembrano moltiplicarsi, l’Arci Sardegna ha voluto rimettere al centro ciò che unisce: le persone, le loro storie, le loro lotte. Da questa tre giorni usciamo con la convinzione che la pace non è un’utopia lontana, ma un lavoro quotidiano che ci riguarda tutti. Dobbiamo sentirci tutti partigiani della pace e fare ogni azione utile a rallentare o fermare il riarmo. Per questo consideriamo il voto su RWM in giunta non soltanto una questione tecnica ma anche politica, che va valutata con enorme attenzione. Per quel che riguarda Sinistra Futura, la nostra posizione è chiara: no a qualsiasi scelta rafforzi l’idea e la costruzione della cultura della guerra” commenta Luca Pizzuto, presidente di Sinistra Futura.





