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Nel sud Sardegna si programma il futuro irriguo di Decimoputzu, Villasor e Villaspeciosa: 500 mila euro per il progetto di fattibilità della condotta dal Genna Is Abis

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500 mila euro per realizzare il progetto di fattibilità tecnico-economica per la “Riconversione ed efficientamento del sistema di approvvigionamento idrico nell’agro di Decimoputzu, Villasor e Villaspeciosa” sono stati destinati al Consorzio di Bonifica della Sardegna Meridionale tramite una delibera della Giunta Regionale del 3 dicembre scorso.  Si tratta di un importante passo avanti nella riconversione e  infrastrutturazione irrigua del territorio.

“È un intervento atteso da tanti anni che abbiamo l’onore di avviare tramite il primo passo, quello della progettazione” spiega il presidente del Consorzio di Bonifica della Sardegna Meridionale Efisio Perra. Una risposta alle aziende di Decimoputzu, Villasor e Villaspeciosa in alternativa all’utilizzo dei pozzi e della rete potabile. In sostanza si andrà a progettare una condotta adduttrice di alimentazione dalla Diga di Genna Is Abis verso i territori interessati.

Un intervento finalizzato alla salvaguardia ambientale di un territorio a forte vocazione agricola con effetti benefici sulla sostenibilità ambientale economica e sociale delle aree interessate.

 “In primo luogo si intende salvaguardare le acque di falda riducendone lo sfruttamento che comporta per le aziende anche dei costi importanti – spiega ancora Efisio Perra -. Si preservano quindi gli equilibri ambientali, si evita la risalita del cuneo salino consentendo la ricarica della falda e si dà una risposta concreta alle aziende in termini economici.

Gli effetti benefici potranno garantire anche un migliore apporto di acqua dolce al compendio lagunare di Santa Gilla, limitando la quantità di acqua svasata dalla diga in caso di piena perché buona parte destinata a soddisfare il fabbisogno irriguo dell’area agricola dei tre comuni interessati.  

“Valorizzazione quindi in chiave produttiva e ambientale del bacino sul Rio Cixerri, già intrapresa con la messa in funzione della stazione di sollevamento di Uta Nord: questa crediamo sia un azione strategica, in un contesto di cambiamenti climatici ed eventi estremi che sta caratterizzando la nostra Regione” conclude Perra.

Si tratta di un primo passo importante con un costo stimato per la realizzazione del primo lotto dell’  intervento di circa 14 milioni di euro.

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