Sinistra Futura annuncia la propria adesione allo sciopero generale del 12 dicembre, in risposta a quella che definisce una Legge di Bilancio «profondamente ingiusta, socialmente squilibrata e inadeguata ad affrontare le reali problematiche del Paese». La decisione arriva in un contesto che il movimento descrive come sempre più fragile, con disuguaglianze che aumentano e settori produttivi in difficoltà.
Secondo Sinistra Futura, la manovra approvata dal Governo non contiene misure capaci di sostenere lavoratrici, lavoratori, giovani, famiglie e pensionati, né propone un progetto credibile di rafforzamento dei servizi pubblici. Viene contestata anche la mancanza di politiche concrete per contrastare il precariato e per favorire un modello di sviluppo innovativo, sostenibile e coerente con le esigenze sociali del Paese.
Una critica particolarmente dura riguarda l’aumento della spesa militare. Sinistra Futura parla di una «crescente corsa al riarmo» che rischia di trasformare l’economia italiana «in una economia di guerra», sottraendo risorse essenziali a scuola, sanità, welfare, ricerca e transizione ecologica. Una scelta ritenuta «inaccettabile» e in aperto contrasto con le priorità che il movimento indica come urgenti per il Paese.
La posizione viene riassunta nelle parole del capogruppo in Consiglio regionale, Luca Pizzuto, che afferma in una nota: «Per queste ragioni aderiamo allo sciopero, convinti che solo attraverso la voce e l’impegno collettivo sarà possibile rivendicare una manovra economica più giusta, solidale e orientata alla pace».
Lo sciopero del 12 dicembre si preannuncia dunque come una giornata di mobilitazione significativa, in cui associazioni, movimenti, lavoratori e cittadini saranno chiamati a esprimere il proprio dissenso rispetto alla linea economica del Governo e a chiedere un cambio di rotta basato su equità sociale e investimenti nelle priorità civili.






