Inizia male l’anno per il Cagliari, che all’Unipol Domus cade di misura contro un Milan tutt’altro che irresistibile, al termine di una gara non certo spettacolare.
Tattica ed equilibrio
Il primo tempo scorre sui binari dell’equilibrio, con poche occasioni da gol e grande attenzione alla fase difensiva da entrambe le parti. Il Cagliari parte bene, si presenta compatto, limita le qualità individuali dei rossoneri – di ben altro livello rispetto a quelle dei padroni di casa – e prova a ripartire sulle corsie esterne, in particolar modo con Palestra, impreciso su una conclusione in avvio di partita così come Prati un minuto prima e Mazzitelli nel finale di tempo. I rossoblù fanno molta fatica a rendersi pericolosi, visto che l’unico tiro in porta da annotare sul taccuino è un colpo di testa di Adopo facile facile per Maignan. I rossoneri non riescono a fare molto meglio: impattano sul Cagliari e faticano a trovare spazi per pungere.
Leao decisivo
La partita cambia volto nella ripresa, quando il Milan rientra in campo con un atteggiamento più aggressivo e una circolazione di palla più rapida rispetto alla prima frazione. A cinque minuti dall’avvio del secondo tempo arriva il gol decisivo di Leao, bravo a sfruttare una leggerezza di Zappa. Qui entra in gioco la capacità del Milan, magistralmente guidato dall’ex Massimiliano Allegri, di abbassare i ritmi e gestire la gara, mantenendo il possesso palla e concedendo pochi spazi agli avversari. Detta legge il centrocampo rossonero, con una partita da vero maestro di Modric e un Rabiot in grande spolvero.
I sostituti non incidono
Pisacane prova a dare una sterzata alla gara, ma anche i cambi non incidono sull’inerzia del match e il Cagliari non riesce a rendersi pericoloso dalle parti di Maignan, se si fa eccezione per una rovesciata di Kilicsoy deviata in corner. Anzi, nel finale è ancora il Milan ad andare vicino al raddoppio: Pulisic ha tra i piedi la palla che potrebbe chiudere il match e Modric calcia una punizione insidiosa, ma in entrambi i casi Caprile si oppone con interventi decisivi che tengono aperto un piccolo, ma inutile, spiraglio per i padroni di casa.
“Corto muso”
Resta francamente difficile trovare il confine tra i meriti del Milan, l’esaltazione del “corto muso”, dove la sostanza dei tre punti conta più del bel gioco, e i demeriti del Cagliari che, specialmente nel corso del primo tempo, al cospetto di un avversario partito al piccolo trotto, avrebbe potuto osare di più. La prova degli uomini di Pisacane non è da giudicare negativamente, ma i rossoblù hanno pensato più a non prenderle – buona la prestazione dei due centrali difensivi – che a darle, mai vivaci in avanti, incapaci di impensierire la difesa rossonera.
La prima sconfitta dell’anno lascia i rossoblù fermi a 18 punti, momentaneamente a +6 sul Pisa terzultimo: un margine che offre ancora un po’ di respiro, ma che impone di ripartire subito, a partire dalla gara contro la Cremonese, in programma giovedì alle ore 18:30.





