In una parola, intramontabili. Dopo l’appuntamento di Sassari, Massimo Lopez e Tullio Solenghi si sono ripetuti venerdì e sabato al Teatro Massimo di Cagliari, nello show Dove eravamo rimasti, all’interno della rassegna “Pezzi Unici” organizzata dal CeDAC.
Nonostante l’età avanzi inesorabile, il duo comico non ha perso la verve dei giorni migliori e continua a regalare risate a un pubblico che li ama da decenni. È inevitabile però provare un pizzico di malinconia durante il ricordo di Anna Marchesini, sulle note di Dentro la tasca di un qualunque mattino di Gianmaria Testa. Il pensiero va a ciò che sarebbe potuto essere con anche lei sul palco, magari protagonista di una nuova reunion del Trio che travolse il pubblico in televisione e nei teatri dal 1982 al 1994.
E proprio ripensando alle collaborazioni passate e ritrovando nuovo slancio per il futuro, Lopez e Solenghi, con Dove eravamo rimasti, riannodano i fili dopo il Massimo Lopez e Tullio Solenghi Show, la tournée che nel 2017 li vide protagonisti anche nel capoluogo sardo.
C’è davvero un po’ di tutto nello spettacolo proposto nell’Isola nelle scorse tre serate.
Un viaggio immaginario a Roma, prima al Quirinale, con Mattarella – Solenghi e poi in piazza San Pietro, dove il Presidente della Repubblica incontra il Papa. Anzi, i Papi, visto che Lopez ormai da decenni è l’imitatore “ufficiale” dei Pontefici e, dopo aver scomodato Ratzinger dall’aldilà, realizza un simpatico ping-pong virtuale tra Bergoglio e Prevost.
Sul palco non mancano i momenti comici: la parodia di Vittorio Sgarbi, critico d’arte tra genio e sregolatezza, una Cappuccetto Rosso reinterpretata in chiave originale e un omaggio all’avanspettacolo. Si fa anche un tuffo nel passato, con Solenghi, seduto su una poltrona, che chiama dal telefono fisso, e con il richiamo alla storica pubblicità SIP-Telecom Italia interpretata da Lopez, per poi fare un salto nella modernità, con Alexa e Siri che si contendono la palma di miglior assistente virtuale.
Massimo Lopez delizia più volte il pubblico con le sue doti canore, in particolare con My Way, portata al successo da Frank Sinatra, accompagnato dalla Big Band Jazz Company del maestro Gabriele Comeglio. Tullio Solenghi si fa invece valere davanti al leggìo, sfoderando la sua capacità interpretativa con A Silvia di Giacomo Leopardi, recitata in molteplici dialetti. Un vero e proprio viaggio attraverso l’Italia, da nord a sud, fino all’esilarante esibizione in un improbabile cagliaritano, che scatena le risate al Teatro Massimo.
Lopez e Solenghi sono un duo, divertente e raffinato al tempo stesso, che ama regalare anche emozioni. Ecco, dunque, il ricordo delle Gemelle Kessler e il loro Da-da-un-pa, seguito da un applauso che, da Cagliari, sembra stringerle in un abbraccio. Come non ricordare, poi, Maurizio Costanzo, che, dopo l’esperienza del Trio, volle Massimo Lopez tra i protagonisti di Buona Domenica. Il celebre giornalista e conduttore televisivo, grazie a un paio di occhiali magicamente indossati dallo stesso Lopez, compare sul palco del Teatro Massimo per confrontarsi con un irresistibile Mughini – Solenghi.
Insomma, ce n’è per tutti i gusti. Nel finale applausi a scena aperta e il simpatico invito di Solenghi «Andate a casa!», pronunciato con l’accento sardo, lascia al pubblico e ai «parenti» seduti in platea una certezza: è davvero un peccato che lo spettacolo sia già finito.





