È stato presentato a Cagliari nell’ambito della manifestazione “Libri in Galleria”, svoltasi dal 28 al 30 dicembre, il volume fotografico Sant’Elia. Il quartiere e la sua gente, di Mauro Liggi (Edizioni Abbà). Hanno dialogato con l’Autore Dario Cosseddu e Rossana Copez, regalando al pubblico uno spaccato preciso e dettagliato dei contenuti illustrati e narrati.
Un racconto-reportage fotografico, (con l’Introduzione di Yuri Portoghese, la Prefazione di Stefano Pia e la Postfazione di Rossana Copez) che è riuscito nell’intento di dare voce a una delle periferie più suggestive del capoluogo sardo dal punto di vista paesaggistico e ambientale. Sant’Elia. Il quartiere e la sua gente è un testo divulgativo, frutto di oltre due anni di ricerche e di dialoghi tra Liggi e i rispettivi abitanti, con un valore prettamente documentaristico.
Il libro, composto da 75 scatti in bianco e nero, da alcuni interventi poetici del nostro Autore (anche poeta e medico) e da brevi interviste a persone del posto, si compone in una sorta di mosaico, narrando la vera storia e la vita di Sant’Elia.
Le immagini raccontano lo spirito del luogo: i muri scrostati, gli sguardi quotidiani e curiosi di bambini e adulti e l’intero lato popolare attraverso il signore che aggiusta le reti, il bar, le persone in spiaggia, ecc. “Non sono affatto cartoline – afferma Rossana Copez – ma sono spaccati di vita, in cui ciascuno deve dare spazio all’intuizione, magari immaginando il profumo del mare, l’odore di cocciula o di trixia” (l’alga che cresce sotto le barche). Così pure la scelta del bianco e nero in tutta la collana fotografica non è casuale ma ha l’intento di stimolare l’immaginazione del lettore, che “nello sfogliare il libro, deve riempirlo di colori”.
La scuola di boxe del Quartiere è il centro del libro e il fulcro del racconto: “Funge da approdo per i ragazzini – sostiene Liggi – è la scuola che mi ha accolto e fatto sentire a casa”. Attorno ad essa vi sono poi anche la Parrocchia, il calcio, il mercato del paese, insomma, la storia di una periferia “che sta cambiando e che cambierà”.
“Nel realizzare l’opera vi è stato il desiderio di coccolare il luogo, sentendone profumi e odori, vivendo le abitudini”, prosegue il fotografo, rispecchiando e rafforzando l’epigrafe introduttiva di Robert Capa, “Ama la gente e faglielo capire”.
“È un testo rispettoso, sottolinea Cosseddu nel corso della presentazione, attento all’osservanza della dignità”, perché secondo il nostro Autore, il lavoro di reportage implica uno sguardo non giudicante, dove prevale la sospensione di qualsiasi giudizio, così come egli stesso riporta nel suo libro: “Questo reportage è un omaggio a un quartiere unico, un ritratto pasoliniano di un luogo meraviglioso, di una comunità viva e orgogliosa”.Un lavoro corale, veristico, dove a parlare sono solo gli abitanti, “uno dei quartieri simbolo e forse più discussi di Cagliari”, scrive Stefano Pia nella Prefazione, ma che grazie al reportage di Mauro Liggi, ha già ottenuto il pieno riscatto, attraverso la sua bellezza umana e fotografica.





