L’iniziativa rientra nel progetto “Percorsi di autonomia per persone con disabilità”, cofinanziato con risorse del PNRR e del Comune di Cagliari, per un investimento complessivo di oltre un milione di euro. Il progetto coinvolge complessivamente 12 giovani, che si alternano nella struttura in gruppi da sei.
«Ci rivediamo nella Fenice perché stiamo imparando a migliorarci giorno dopo giorno, diventando più autonomi e consapevoli delle nostre capacità», ha raccontato Rossella durante l’inaugurazione. «Dalle ceneri si può sempre risorgere».
L’obiettivo del progetto è rafforzare l’autonomia personale e favorire l’accesso al mondo del lavoro, anche attraverso la formazione digitale e l’uso delle nuove tecnologie. Dopo una prima fase di selezione tramite manifestazione di interesse, i partecipanti sono stati inseriti in un percorso articolato che comprende: progettazione personalizzata, esperienza di co-housing a Casa Fenice, formazione in ambito digitale e tirocini coerenti con le competenze acquisite. In alcuni casi è stata fornita anche la dotazione tecnologica necessaria per la vita quotidiana e lavorativa.
La casa, di proprietà comunale, è stata ristrutturata con fondi dell’Amministrazione ed è oggi un’abitazione “intelligente”, dotata di sistemi domotici, connessione internet, spazi per lo smart working e predisposizione per servizi di telemedicina e teleassistenza.
I percorsi individuali sono stati costruiti attraverso una progettazione personalizzata, realizzata con il supporto della Cooperativa Agape e di un’équipe multidisciplinare di professionisti. Le aree formative scelte dai partecipanti spaziano dal podcasting al social media managing, fino al ruolo di assistente digitale per uffici.
Un’attenzione particolare è rivolta anche all’inserimento lavorativo: il progetto prevede orientamento professionale, bilancio delle competenze, mentoring, attivazione di tirocini e supporto alle imprese interessate, con particolare riferimento alle attività svolgibili in smart working, in raccordo con il Centro per l’impiego.
«Casa Fenice è casa, luogo di convivenza e di confronto per giovani motivati a costruire il proprio futuro anche nel mondo del lavoro», ha dichiarato il sindaco di Cagliari Massimo Zedda. «È il risultato di un metodo di lavoro innovativo che ha messo al centro i desideri e i progetti di vita dei ragazzi».
Soddisfazione è stata espressa anche dall’assessora alla Salute e al benessere, Anna Puddu: «Casa Fenice rappresenta un tassello prezioso di un percorso che restituisce diritti di cittadinanza alle persone in condizione di fragilità, attraverso politiche concrete basate sulla centralità della persona, sull’autonomia e sull’inclusione lavorativa».
È stata inaugurata in via Friuli, nel quartiere Is Mirrionis, Casa Fenice, una nuova esperienza di co-housing e formazione dedicata a giovani con disabilità. Il nome è stato scelto dai sei ragazzi che attualmente abitano la casa – Cristina, Rossella, Francesco, Loredana, Alessandro e Matteo – come simbolo di rinascita e riscatto personale, in linea con il percorso che stanno affrontando.
L’iniziativa rientra nel progetto “Percorsi di autonomia per persone con disabilità”, cofinanziato con risorse del PNRR e del Comune di Cagliari, per un investimento complessivo di oltre un milione di euro. Il progetto coinvolge complessivamente 12 giovani, che si alternano nella struttura in gruppi da sei.
«Ci rivediamo nella Fenice perché stiamo imparando a migliorarci giorno dopo giorno, diventando più autonomi e consapevoli delle nostre capacità», ha raccontato Rossella durante l’inaugurazione. «Dalle ceneri si può sempre risorgere».
L’obiettivo del progetto è rafforzare l’autonomia personale e favorire l’accesso al mondo del lavoro, anche attraverso la formazione digitale e l’uso delle nuove tecnologie. Dopo una prima fase di selezione tramite manifestazione di interesse, i partecipanti sono stati inseriti in un percorso articolato che comprende: progettazione personalizzata, esperienza di co-housing a Casa Fenice, formazione in ambito digitale e tirocini coerenti con le competenze acquisite. In alcuni casi è stata fornita anche la dotazione tecnologica necessaria per la vita quotidiana e lavorativa.
La casa, di proprietà comunale, è stata ristrutturata con fondi dell’Amministrazione ed è oggi un’abitazione “intelligente”, dotata di sistemi domotici, connessione internet, spazi per lo smart working e predisposizione per servizi di telemedicina e teleassistenza.
I percorsi individuali sono stati costruiti attraverso una progettazione personalizzata, realizzata con il supporto della Cooperativa Agape e di un’équipe multidisciplinare di professionisti. Le aree formative scelte dai partecipanti spaziano dal podcasting al social media managing, fino al ruolo di assistente digitale per uffici.
Un’attenzione particolare è rivolta anche all’inserimento lavorativo: il progetto prevede orientamento professionale, bilancio delle competenze, mentoring, attivazione di tirocini e supporto alle imprese interessate, con particolare riferimento alle attività svolgibili in smart working, in raccordo con il Centro per l’impiego.
«Casa Fenice è casa, luogo di convivenza e di confronto per giovani motivati a costruire il proprio futuro anche nel mondo del lavoro», ha dichiarato il sindaco di Cagliari Massimo Zedda. «È il risultato di un metodo di lavoro innovativo che ha messo al centro i desideri e i progetti di vita dei ragazzi».
Soddisfazione è stata espressa anche dall’assessora alla Salute e al benessere, Anna Puddu: «Casa Fenice rappresenta un tassello prezioso di un percorso che restituisce diritti di cittadinanza alle persone in condizione di fragilità, attraverso politiche concrete basate sulla centralità della persona, sull’autonomia e sull’inclusione lavorativa».





