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Quartu, un segnale di vicinanza al popolo iraniano contro ogni forma di repressione

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Il Comune di Quartu Sant’Elena prende posizione a sostegno della libertà e della democrazia, schierandosi contro la repressione e la violenza esercitate nei confronti di chi manifesta pacificamente il proprio dissenso in Iran. Questa mattina, sulla facciata dell’Ex Convento dei Cappuccini, sede istituzionale del Sindaco in via Brigata Sassari, è stata esposta la bandiera iraniana nella sua variante di protesta, simbolo di vicinanza a un popolo che continua a battersi per i diritti fondamentali, spesso a costo della vita.

Il vessillo, utilizzato da numerosi manifestanti, presenta le tradizionali tre bande orizzontali verde, bianca e rossa, con la scritta “Iran” al centro. Una scelta simbolica che prende le distanze sia dal passato monarchico dello Scià sia dall’attuale regime teocratico, proponendo un’identità nazionale laica, neutra e unitaria.

«Il popolo iraniano sta mostrando al mondo un coraggio immenso, frutto di anni di repressione e silenzio forzato», ha dichiarato il sindaco Graziano Milia. «Una forza straordinaria, soprattutto nelle donne, come testimoniano i sacrifici di Armita Geravand e, prima ancora, di Mahsa Amini. Con questo gesto vogliamo esprimere la nostra vicinanza: quanto sta accadendo è troppo grave per restare indifferenti».

Nelle strade di Teheran e delle principali città iraniane, donne e uomini continuano a essere vittime di violenze, arresti arbitrari e condanne esemplari. Un contesto di repressione che, secondo le cronache, ha già causato migliaia di vittime e che si inserisce in una più ampia e sistematica compressione delle libertà fondamentali, in atto da oltre quarant’anni.

Con l’esposizione della bandiera, Quartu intende lanciare un messaggio chiaro: nessun regime fondato sulla paura può soffocare a lungo la volontà di un popolo. Un segno simbolico ma deciso di solidarietà verso chi continua a lottare per il diritto alla libertà, alla dignità e alla normalità.

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