Recentemente, presso la Casa Melis a Capoterra, si è svolta una serata formativa all’insegna della legalità, in cui è stato presentato il libro dal titolo Da un’isola all’altra. Il destino infranto di Emanuela (Edizioni Aipsa), scritto da Sergio Ugas: un’opera intensa che rende omaggio alla memoria di Emanuela Loi.
La giovane poliziotta perse la vita a Palermo il 19 luglio 1992, nella tragica strage di via D’Amelio, durante l’attentato in cui morirono, oltre al magistrato Paolo Borsellino, anche gli agenti della sua scorta.
Tra il pubblico attento e partecipe, erano presenti anche le Autorità civili e militari: il Sindaco di Capoterra Beniamino Garau, l’Assessora alla Cultura, Pari Opportunità, Lingua Sarda e Pubblica Istruzione Donatella Dessi, la Questora di Cagliari Rosanna Lavezzaro, il Sostituto Procuratore della Repubblica di Cagliari Gaetano Porcu, gli agenti della Polizia di Stato e le forze dell’ordine.
L’autore del libro, Sergio Ugas, nel tracciare un profilo particolareggiato e significativo della vita di Emanuela Loi, ha sottolineato come la giovane agente abbia donato la propria vita per la giustizia, animata da un profondo e autentico senso di legalità che la contraddistingueva.
“Il suo sacrificio non è stato vano”, ha affermato il Sindaco Beniamino Garau, evidenziando come il suo esempio continui a parlare alle nuove generazioni.
La determinazione e il coraggio della poliziotta sestese rappresentano infatti un modello di vita per bambini e ragazzi che, attraverso la storia, apprendono il valore della democrazia, della legalità e della giustizia sociale, fondamenti imprescindibili di una società libera.
Un libro che Sergio Ugas ha illustrato con grande coinvolgimento, soffermandosi a lungo sulla biografia di Emanuela Loi; la giovane donna lasciò la sua terra natia, la Sardegna, per intraprendere il proprio percorso nella Polizia di Stato. Dopo un periodo di formazione a Trieste, approdò in un’altra isola, la Sicilia, da lei subito considerata “sorella”.
In quella terra si dedicò con impegno e senso del dovere al servizio dello Stato, prodigandosi sin dal primo momento per onorare la divisa che indossava, con grande responsabilità.
Il testo, corredato dalla prefazione di Angela Caddeo, ripercorre con dovizia di particolari la giovane vita della cittadina sarda e le sue vicende umane e professionali, intrecciate a situazioni, persone e accadimenti che ne hanno segnato il cammino.
L’ispirazione a scrivere il libro, racconta Sergio Ugas, nacque ben 33 anni fa nel giorno del funerale di Emanuela Loi, celebrato nella chiesa di San Giorgio nel suo paese natale, Sestu.
Proprio Sestu, infatti, per mantenere viva la memoria della sua vita e del suo servizio allo Stato, le ha dedicato una strada, un Nido d’Infanzia Comunale e un murale nel Parco della Legalità “Falcone–Borsellino”.
Anche il Comune di Monserrato ha intitolato a Emanuela Loi un ponte cittadino, così come alcuni altri centri italiani che hanno intitolato piazze e strade, onorando il nome della giovane poliziotta vittima della mafia.
Una professione, quella della giovane agente, scelta quasi per caso, come scrive Angela Caddeo nella prefazione, guidata dagli entusiasmi e dalle aspirazioni della sorella maggiore.
Il sogno di Emanuela Loi, amante dei bambini, era infatti quello di diventare maestra; eppure, inconsapevolmente, ha realizzato quel sogno in modo nobile: attraverso l’esempio della propria vita e la trasmissione degli ideali di giustizia e libertà per le nuove generazioni.
Senza un’aula o una lavagna ha reso eterno il suo messaggio e il suo insegnamento alla società.





