Si chiude venerdì 20 febbraio “Sentieri del tempo. Archeologia per tutti”, il ciclo di conferenze gratuithe promosso dal GAK – Gruppo Archeologico Karalitano con il sostegno dell’Ufficio di Presidenza del Consiglio Regionale della Sardegna. L’appuntamento finale, alle 10 alla MEM – Mediateca del Mediterraneo (via Mameli 164), vedrà protagonista Marco Muresu, ricercatore in Archeologia Cristiana e Medievale all’Università di Cagliari.
Muresu offrirà una lettura inedita della Sardegna tardoantica e bizantina, da Giustiniano all’avvento dei Giudici: un’era spesso sottovalutata, ma cruciale per cogliere continuità, cambiamenti e legami mediterranei dell’isola.
Nato a Cagliari nel 1987, allievo di Rossana Martorelli, Muresu ha conseguito laurea e dottorato con tesi sul monachesimo bizantino al Monte Athos. Post-doc a Lancaster (2019-2023) nel progetto “Power, society and (dis)connectivity in Medieval Sardinia”, ha pubblicato monografie premiate – tra cui quella sulla monetazione sarda bizantina, insignita del Premio Cimitile 2019 – e ricevuto il Research Award 2020 da Dumbarton Oaks a Washington. I suoi studi si concentrano su metalli, monete e sigilli nel Mediterraneo bizantino, con focus sulla Sardegna.
Il ciclo, iniziato il 22 ottobre con Giuseppa Tanda sulle Domus de Janas, ha registrato affluenza record in sette tappe: dall’Eneolitico con Emerenziana Usai (14 novembre), alla civiltà nuragica con Maria Rosaria Manunza (28 novembre) e Caterina Lilliu (29 dicembre), fino al passaggio fenicio-cartaginese (Andreina Siddu, 9 gennaio) e alla Sardegna romana (Simonetta Angiolillo, 23 gennaio).
Il successo conferma il ruolo del GAK nella divulgazione del patrimonio sardo. Prossimo impegno: la seconda edizione di “Nuovi occhi sul passato”, con l’Università di Cagliari, dal 14 marzo al 23 maggio alla Cittadella dei Musei, dedicata a “Leggere l’archeologia tra scienza, memoria e paesaggio”.





