L’istituto barracellare in Sardegna ha radici antiche che, secondo alcuni studiosi, per certi aspetti risalirebbe addirittura al periodo giudicale.
Le compagnie barracellari sono istituzioni a base comunale e la loro diffusione nell’Isola è notevole, in particolare nei centri rurali a forte vocazione agropastorale. Le compagnie nascono con l’intento di vigilare il territorio prevenendo e impedendo furti e danneggiamenti nelle campagne, di perseguirne gli autori e di indennizzare i proprietari. Nel 2023 la Ragione Autonoma della Sardegna ha erogato alle compagnie barracellari contributi per 2.064.700,00 euro per un totale di 161 compagnie. Dove le compagnie barracellari operano, soprattutto nel centro-nord Sardegna, le popolazioni e la forza lavoro agricola e pastorale sembrano aver accettato di buon grado la loro presenza a salvaguardia del territorio. In altre parti dell’Isola, soprattutto nel sud-est, e nelle aree del Medio Campidano e del Sulcis-Iglesiente le compagnie hanno una diffusione meno marcata. In quest’ultimo caso sembrerebbe ci sia una sorta di diffidenza da parte delle popolazioni locali e degli stessi amministratori comunali.
Per fare il punto della situazione nel comune di Arbus abbiamo sentito alcuni pareri.
Sara Vacca, Assessore della Giunta comunale di Arbus presieduta dal sindaco Paolo Salis, con deleghe alle Politiche Agricole, Politiche Sanitarie, Mobilità, Arredo Urbano e Verde Pubblico: “Il nostro territorio considerata l’estensione, necessita di un controllo importante. Dal centro urbano fino alle coste. L’argomento sull’ istituzione della compagnia barracellare più volte è stato oggetto di interesse per la maggioranza consiliare in seguito al confronto con alcuni imprenditori agricoli e relativamente alle problematiche che riguardano le campagne, come ad esempio l’abbandono dei rifiuti sul ciglio delle strade o il supporto al presidio antincendio, sia per quanto concerne la prevenzione sia nell’ azione di spegnimento dei roghi. La giunta ritiene che la presenza di una compagnia barracellare rappresenti un importante supporto al nostro territorio, ma per capire l’opinione delle parti interessate consideriamo fondamentale, prima di procedere con qualsiasi iniziativa, organizzare degli incontri tra la popolazione e la commissione consiliare alle politiche agricole, aperta al pubblico, per fare una sintesi della risposta della comunità. Nel nostro territorio istituire la figura della compagnia barracellare potrebbe essere d’aiuto nella gestione della criticità della fauna selvatica formando i volontari nelle tecniche di allontanamento e contenimento. Nel nostro territorio si avvicinerebbe molto ad un profilo di polizia rurale”. Il Deputato Gianni Lampis asserisce: “Già nel 2016 ci fu il tentativo di istituire un servizio di vigilanza armata nel territorio comunale ma la massiccia partecipazione popolare della cittadinanza ad una seduta di consiglio comunale aperto agli interventi del pubblico fece comprendere agli amministratori del tempo che nell’arburese esistevano ed esistono già gruppi sociali che si occupano di vigilanza. Le nostre campagne beneficiano del pronto intervento della locale associazione di protezione civile in caso di emergenza. Le località turistiche hanno organizzazioni di residenti e proprietari di case che assicurano la guardiania. Oltretutto il territorio comunale è altresì presidiato dalla stazione del corpo forestale e di vigilanza ambientale della stazione di Guspini. Aggiungiamo anche la polizia locale che periodicamente svolge attività di controlli sul territorio anche sul fenomeno delle discariche abusive di rifiuti peraltro rintracciando spesso gli autori. Infine, due stazioni dei carabinieri, Arbus e Montevecchio, che hanno giurisdizione sul territorio comunale a cui si aggiunge anche il presidio estivo di Torre dei Corsari. Altro elemento non trascurabile durante l’estate è la presenza dei Vigili del fuoco con base a Sant’Antonio di Santadi da qualche anno. Non sussistono pertanto elementi di novità che oggi possano giustificare l’istituzione di una compagnia barracellare ad Arbus, organo di polizia rurale che svolge attività di pubblica sicurezza e polizia giudiziaria. Peraltro non mi risultano nell’arburese reiterati casi di violazioni commesse in ambito agricolo che ne giustifichino l’istituzione. Non conosco nel dettaglio le specifiche situazioni delle realtà in cui esse sono presenti, ma so per certo che la realtà arburese ad oggi non ne ha alcuna necessità.” Gianfranco Zedda ex brigadiere dei carabinieri: “Essendo le forze dell’ordine poche unità rispetto alla grandezza del territorio arburese 267,16 kmq, penso che l’istituzione della compagnia barracellare possa essere un aiuto alle forze dell’ordine stesse nel presidio del territorio, in particolare nelle zone rurali dove ci sono siti di interesse. I barracelli potrebbero dare il loro contributo, assieme ad altre associazioni per salvaguardare il territorio dal punto di vista degli incendi, delle discariche abusive. Io credo che un nucleo di polizia rurale che sul territorio opera magari con le tecnologie attuali, come l’uso di droni o le foto-trappole e presidi col personale i luoghi più sensibili, contribuirebbe anche alla prevenzione dei reati.” Non c’è una sovrapposizione con altre forze come il corpo forestale, i vigili campestri, i carabinieri? Oppure è un ruolo distinto? “E’ un ruolo distinto, ma le forze esistenti potrebbero attingere alle informazioni dei barracelli che devono avere rapporti con le forze di polizia fra le quali c’è anche la forestale che è incaricata per la tutela del territorio e per la prevenzione dei reati. I rapporti fra barracelli, corpo forestale e carabinieri sono fondamentali. Ci deve essere uno scambio di informazioni. I barracelli sono una sorta di forza aggiunta a quelle che già operano sul territorio. Sono degli occhi del territorio”. Pensa ci sia un pregiudizio nei confronti dell’istituzione della compagnia barracellare da parte di chi svolge attività legate all’agricoltura e alla pastorizia nel territorio? Hanno il timore di essere eccessivamente controllati? “Può darsi, ma ormai la maggior parte dei reati dei privati soni quasi tutti a querela di parte, come furti di bestiame o azioni di danneggiamento nelle campagne. Sono d’ufficio solo quelli che sono all’interno del demanio pubblico. Però un presunto pregiudizio degli operatori del mondo ago-pastorale potrebbe anche essere dovuto al fatto che si ha un’idea del barracello riferita a 50 anni fa. Bisogna dare una svolta da questo punto di vista”. Vede una contraddizione fra territori vasti come l’arburese dove non esistono i barracelli e piccole realtà territoriali dove invece esiste la compagnia barracellare? Il territorio arburese proprio perché è molto vasto dovrebbe avere più bisogno di forse aggiunte come quelle barracellari per il controllo del territorio e per supportare le forze di polizia che già vi operano, invece nell’opinione pubblica arburese non sembra avere particolare interesse l’argomento. “Proprio perché il territorio è molto vasto i barracelli dovrebbero poter dare una mano alle forze di polizia che già operano nel territorio. Durante l’esperienza di carabiniere spesso ho potuto riscontrare la collaborazione con i barracelli che ci hanno fornito notizie importanti per il controllo del territorio e la prevenzione di eventuali reati. I barracelli non possono intervenire in modo diretto, ma hanno la qualifica di pubblica sicurezza nell’esercizio delle funzioni date dal prefetto, ovviamente se c’è da procedere nei confronti di un responsabile di un reato è meglio chiamare la forza dell’ordine preposta che ha comunque attribuzioni di polizia giudiziaria cosa che non hanno i barracelli. Hanno facoltà di fare indagini però le devono comunicare alle forze di polizia per le attività successive. Sono convinto che le forze di polizia accetterebbero di buon grado la collaborazione dei barracelli nel presidiare il territorio. I barracelli possono svolgere anche altre attività come la sistemazione delle strade per le sagre rurali ad esempio. Possono verificare anche tutte le attrezzature che si usano per gli incendi come i vasconi dell’acqua. Tutte attività che mirano a raggiungere lo stesso fine: salvaguardare il territorio”.
Angelo Concas






