Dal 21 al 23 maggio 2026 si è svolta presso la Mediateca del Mediterraneo una ricca mostra fotografica dal tema e al tempo stesso titolo dell’omonimo libro “I volti della povertà in carcere”, con i testi di Rosanna Ruggero e con la rappresentazione iconica di Matteo Pernaselci (Ed. Dehoniane).
L’iniziativa e l’organizzazione dell’evento si devono al Settore Carcere e Devianza della Società di San Vincenzo de Paoli nella persona del Presidente Alessandro Floris, moderatore della presentazione durante la giornata inaugurale.
Quaranta le fotografie esposte, scatti in bianco e nero, con valore documentaristico, tesi a farsi voce all’esterno del lento scorrere della vita tra le mura di San Vittore.
Al centro dei pannelli di Pernaselci, i volti dei reclusi, dei loro parenti e degli operatori prendono vita in alcuni momenti significativi della giornata, ma anche oggetti e luoghi di vita quotidiana sono indiscussi protagonisti del progetto fotografico.
Un’esposizione dal valore informativo e formativo rivolta a tutti i cittadini, con un’attenzione particolare agli studenti delle scuole superiori: un’occasione di riflessione introspettiva per i più giovani sui temi della legalità, della giustizia, della pena, ma anche della rieducazione e della speranza.
“Il carcere è una realtà sociale che interroga la vita di una comunità” ha sottolineato durante l’inaugurazione l’Arcivescovo di Cagliari, Sua Eccellenza Mons. Baturi, soffermandosi sulla sofferenza che avvolge le persone durante la loro detenzione.
La pena non è purtroppo solo quella da scontare, ma è anche la privazione delle relazioni, degli affetti e del disonore sociale che spesso accompagna la vita dei reclusi.
La visita al carcerato, insieme agli incontri formativi interni, aiuta a dare un senso a questa fase della vita e restituisce dignità alla persona detenuta. Volontari e operatori si adoperano quotidianamente per il benessere e la rieducazione dei reclusi, come hanno evidenziato nei loro interventi Don Gabriele Iriti, Cappellano del Carcere di Uta e Don Marco Lai Direttore della Caritas Diocesana di Cagliari.
“Occorre vedere i volti per dare loro dignità, andando oltre etichette e giudizi” ha precisato l’Assessora alle Politiche Sociali del Comune di Cagliari Anna Puddu, “perché i detenuti sono esseri umani con diritti equivalenti a quelli di tutti i cittadini”, ha sottolineato Paolo Mocci, Garante dei Detenuti per la Provincia di Oristano.
Anche Dott. Marco Porcu, Direttore dell’Ufficio Primo del Provveditorato Regionale dell’Amministrazione Penitenziaria (PRAP), nel suo intervento, ha ribadito come il carcere“chiami in causa tutti noi”.
“Un’educazione alle relazioni, proprio in un tempo in cui se ne avverte maggiormente la mancanza, all’interno di una società sempre più tesa all’individualismo e alla competizione, è compito delle scuole”, ha affermato Gian Matteo Sabatino, Dirigente Scolastico dell’Istituto Comprensivo 2 di Capoterra e Responsabile della Comunità di Sant’Egidio in Sardegna. “La comunità scolastica deve essere educante -ha proseguito- offrendo una formazione permanente in ambito emotivo e relazionale”.
Un convegno e una mostra, dunque, tesi a mettere in rilievo, in maniera multiforme, le diverse sfaccettature della sofferenza e della povertà, separandole dall’errore commesso, in un’ottica inclusiva e di speranza per un futuro oltre le sbarre.






