Una platea gremita ha accolto con calorosi applausi l’orchestra composta da 250 giovani musicisti dai 4 ai 17 anni, protagonisti sul palco del Teatro Lirico di Cagliari in occasione di “Voci e Musica in Rete”. L’evento ha riunito le scuole ad indirizzo musicale e le associazioni del territorio in un appuntamento all’insegna della musica.
A guidare la serata Stefano Baroni che, nel ruolo di presentatore e di Facilitatore Musicale, ha saputo coinvolgere il pubblico con entusiasmo, energia e partecipazione.
“Fare musica è essenziale non tanto per diventare musicisti, quanto persone migliori e la musica ha l’importante compito di moltiplicare bellezza. Dal fare orchestra all’essere orchestra il passo è breve, – ha evidenziato – L’orchestra sociale insegna anzitutto ascolto e rispetto e, in un mondo competitivo, diventa una piattaforma ludica d’apprendimento”.
Deus ex machina della manifestazione Dott. Paolo Rossetti, Dirigente Scolastico del Convitto Nazionale “Vittorio Emanuele II”, ideatore principale e promotore dell’iniziativa, in stretta collaborazione con i docenti di strumento: Loredana Cabras, Luigi Lissia, Roberto Rachel ed Ester Manca.
Fondamentale anche il contributo della Fondazione Teatro Lirico nella persona del Sovrintendente Cigni, insieme agli Assessorati alla Pubblica Istruzione e alla Cultura, che hanno sostenuto e organizzato l’evento.
“La musica ha un grande valore educativo nella crescita dei ragazzi perché abbatte le barriere di tempo, di età, le differenze tra provenienze diverse, unendo scuole e mondi differenti”, ha sostenuto l’Assessora alla Pubblica Istruzione del Comune di Cagliari, Giulia Andreozzi.
Un’esperienza educativa compiuta all’unisono, con un meticoloso lavoro di squadra, perché è di fondamentale importanza “vedere la collaborazione di tante realtà musicali nel santuario della musica lirica e sinfonica: il Teatro più importante della Sardegna”, ha affermato l’Assessora alla Cultura, Spettacolo e Turismo, Maria Francesca Chiappe.
Insomma, una sinergia tra reti di scuole e associazioni, nata con l’obiettivo di promuovere e incentivare la cultura musicale tra i giovanissimi di diverse fasce d’età, coinvolgendo gli alunni dalla Scuola dell’Infanzia ai Licei.
Oltre al Convitto e all’Associazione Hic et Nunc hanno preso parte alla manifestazione i seguenti Istituti: I.C. Via Castiglione, I.C. Foscolo-Via Stoccolma, I.C. Pirri 1Pirri 2, I.C. Satta Spano De Amicis, I.C. Monserrato 1-2, I.C. Quartu 1-2, I.C. Gramsci-Rodari Sestu, I.C. Loru Dessì Villacidro, I.C. Sanluri, I. C. Cabras.
Tra i momenti più significativi della serata, l’esibizione dell’“Orchestra di Cartone” composta dai bambini delle scuole dell’Infanzia, e il “Coro Mani Bianche”delle scuole Primarie.
In un’ottica di inclusione e partecipazione, il palco ha visto anche la presenza dei coristi sordi; entrambi i gruppi sono stati diretti dalla Maestra Stefania Coccoda.
Gli alunni delle scuole Secondarie di 1° e di 2° grado, insieme ai numerosi ex allievi, sono stati affidati alla direzione magistrale di Elisabetta Maschio, Direttrice d’Orchestra e Presidente del Sistema delle Orchestre dei Cori giovanili e infantili in Italia.
Un’esibizione intensa e coinvolgente in cui musica, voci, gestualità e corporeità si sono fusi in un unico linguaggio espressivo, capace di trasmettere emozioni profonde.
L’obiettivo è stato quello di dare vita a una vera e propria “orchestra sociale”; uno spazio inclusivo, di crescita e co-costruzione della comunità attraverso la pratica musicale condivisa. Il Progetto si ispira al modello didattico venezuelano El Sistema, ideato e promosso da José Antonio Abreu.
Ad allietare il pubblico, un repertorio ricco e variegato caratterizzato da ritmi incalzanti; in programma, brani di compositori quali Bennato, Alessandro Costa e Stravinskij, per citarne solo alcuni, eseguiti con entusiasmo e maestria da parte degli studenti. A impreziosire ulteriormente il solenne appuntamento musicale, è stata la calda Voce della giovanissima e brillante cantante solista Chiara Lera.
Un’esperienza educativa e formativa con un ruolo da parte della scuola che si è rivelato determinante nel riconoscere e valorizzare doti, talenti e potenzialità di ciascun alunno: “La scuola è stata come un binario che mi ha indirizzato e instradato” , afferma uno dei giovani musicisti, perché far parte di un’orchestra, secondo un altro allievo violinista, “significa respirare armonia”, ma vuol anche dire anche “ascoltarsi vicendevolmente e creare un’intesa che si raggiunge solo dopo errori e sacrifici”, precisa un giovanissimo flautista. Secondo un talentuoso studente di pianoforte “l’orchestra è come un puzzle e, se manca anche un solo piccolo angolino, non può funzionare”.
Qualcuno rivolge dei ringraziamenti pubblici ai propri insegnanti: “Grazie alla Professoressa Simona Fichera, docente di Flauto Traverso, ho scoperto e amato il flauto. Lei ha saputo trasmettermi questa passione, tanto che, tra i miei progetti futuri, vi è quello di suonare dapprima in un’orchestra e poi come solista”.
L’Orchestra si conferma dunque una vera e propria palestra di vita, un luogo in cui i ragazzi imparano non solo a fare musica, ma anche ad ascoltare gli altri, a rispettare le regole, a collaborare, ad assumersi le responsabilità all’interno di un Progetto comune.A detta della Direttrice Elisabetta Maschio, alla base di ogni percorso educativo efficace, vi è un atteggiamento di totale fiducia nei confronti degli studenti e per molti di loro la musica è già parte integrante dei loro sogni, delle loro aspirazioni e del proprio progetto di vita.






