Ha preso il via la quarta edizione del Sanluri Futsal Cup, il torneo di calcio a 5 ideato da un gruppo di giovani del Medio Campidano che, anno dopo anno, continua a crescere e a consolidarsi come uno degli appuntamenti più attesi della comunità locale e territoriale. Se le prime edizioni sono servite a tracciare la strada, questo nuovo capitolo rappresenta la consacrazione di una manifestazione capace di unire sport, spettacolo e aggregazione.
«Speriamo e abbiamo lavorato per fare in modo che l’edizione di quest’anno possa essere ancora meglio di quella passata», spiega Nicolò Podda, membro dello staff organizzativo. «Abbiamo apportato degli aggiornamenti sia a livello strutturale che di experience». La vera novità di quest’anno riguarda però le nuove generazioni, confermando la sensibilità sociale dell’evento. «C’era bisogno di coinvolgere anche i più piccoli, sono il futuro del nostro sport e della nostra società», sottolinea Podda. «Garantirgli qualcosa con dei valori sani come quelli dello sport e dell’aggregazione è importante». Nonostante la crescita e la complessità organizzativa, l’anima del torneo resta la stessa: «La nostra unione sarà sempre la cosa che ci contraddistingue dagli altri. Ognuno con le proprie idee, viaggiamo sempre nella stessa direzione perché, in fin dei conti, il nostro obiettivo è lo stesso: creare qualcosa che rimanga nel tempo».
Il successo della manifestazione si riflette anche nella nascita di nuove realtà che scelgono di mettersi in gioco, portando una ventata di freschezza ed entusiasmo. «Il motivo principale che ci ha spinto a creare la squadra è quella di creare qualcosa che andasse oltre il solo risultato sul campo», racconta Jacopo Corona, presidente dei Red Phoenix. «Abbiamo creato un gruppo interconnesso da amicizie che durano da tanto tempo, puntando su dei ragazzi giovani che, oltre grandi calciatori, sono prima di tutto grandi persone». Un impegno, quello dirigenziale, che richiede una presenza costante dietro le quinte. «Il presidente, come molti possono pensare, non è assolutamente un ruolo banale che sta esclusivamente nel cercare qualche calciatore. C’è un lavoro dietro molto importante che va dalla scelta delle divise, la scelta delle grafiche, la ricerca di sponsor che possano sostenere un certo tipo di spese, la ricerca di una situazione che possa far sentire i giocatori a casa loro, dando disponibilità per qualsiasi cosa e lavorando su ogni aspetto». La forza di questo debutto poggia interamente sulla coesione e sulla chiarezza degli obiettivi, sia tecnici che umani, grazie al lavoro congiunto con il mister Nicola Zedda e il team manager Fabio Sanna. «La forza del nostro gruppo è l’unione che c’è tra i componenti e soprattutto la passione per questo sport, che riesce a tirare fuori il meglio da ciascuno di noi. Il nostro obiettivo va oltre il banale raggiungimento della finale o di chissà quale altro risultato, intendiamo creare la nostra identità, una squadra vicina alla gente, che faccia divertire gli appassionati in modo da formare un’unione tra la squadra e la gente che verrà a vederci e ci sosterrà. Non c’è una squadra che temiamo, è un torneo di alto livello calcistico, noi dobbiamo misurarci con noi stessi perché se diamo il massimo non avremo difficoltà. Non abbiamo nessun tipo di rivalità, siamo una squadra nata quest’anno e lasciamo perdere le voci di corridoio che lasciano il tempo che trovano, ci concentriamo su noi stessi cercando di andare dritti per la nostra strada».
Accanto all’entusiasmo delle nuove nate, il torneo ritrova la solidità di chi ha creduto nel progetto fin dai suoi primi passi, trasformando la partecipazione in una tradizione consolidata. «L’iscrizione dell’Orange Drive alla Sanluri Futsal Cup non è affatto una scelta estemporanea, ma il naturale coronamento di un progetto sportivo nato già dalla prima edizione di questo ambitissimo torneo», spiega l’allenatore Edoardo Murgia. «Tutto è partito da una solida unione d’intenti e da una meticolosa pianificazione strategica all’interno del nostro gruppo. Volevamo mettere alla prova la tenuta della nostra organizzazione su un palcoscenico così prestigioso e in questi anni abbiamo raggiunto dei risultati importanti». La gestione di un gruppo in un contesto estivo e competitivo richiede però un delicato equilibrio gestionale e una profonda fiducia reciproca. «La vera preparazione è psicologica e gestionale: devo saper mediare tra le esigenze dei miei ragazzi, che vorrebbero essere sempre in campo, e le direttive insindacabili della dirigenza, ma ho piena fiducia in tutto l’apparato societario e so di avere io la fiducia del presidente Lorenzo Giua». Anche in questo caso, il vero motore si conferma essere il legame umano dello spogliatoio, capace di estendersi anche oltre il rettangolo di gioco. «La forza del nostro gruppo è quella di essere un gruppo di amici che gioca insieme da tanti anni con l’inserimento di elementi che possono apportare un valore aggiunto alla squadra non solo in campo, ma anche fuori. Lo scorso anno ci siamo aggiudicati la vittoria della “Coppa Caraffa” e quest’anno abbiamo tutta l’intenzione di ripetere le nostre prestazioni extra campo. Non temiamo nessuno, abbiamo raggiunto dei risultati importanti in questi anni ma conosciamo bene il livello del torneo che ogni anno mette a dura prova tutti. Ci teniamo a fare bene e a cercare di arrivare il più in fondo possibile. Non abbiamo rivalità con nessuna squadra, ma solo rispetto per tutte le partecipanti».
Ed è proprio questo spirito a unire tutte le partecipanti: sia da parte dei Red Phoenix che dell’Orange Drive arriva un sincero ringraziamento all’organizzazione del torneo per l’impegno, la passione e la professionalità dimostrate nel regalare, ancora una volta, una manifestazione straordinaria a tutto il territorio.






