Se abiti in un piccolo Comune e manca il medico di base, cosa fai? Semplice: ti “arrangi”. O meglio, applichi un po’ di sana “buona volontà”, “pensiero positivo” e, se serve, un pizzico di “fortuna”. Non è uno scherzo di cattivo gusto, ma il testo ironico e tagliente di una vera e propria ordinanza sindacale firmata dal primo cittadino di Norbello, il Dott. Matteo Manca. Un provvedimento surreale nato per denunciare una situazione drammaticamente reale: la totale e prolungata assenza di assistenza sanitaria sul territorio.
L’ordinanza n. 13 del 18 giugno 2026 parla chiaro: a causa della cronica mancanza di medici di medicina generale, i cittadini residenti che hanno la sfortuna di ammalarsi sono tenuti a “guarire autonomamente e nel più breve tempo possibile”. Ma il testo si spinge oltre, ridisegnando con amara ironia i doveri della popolazione: viene sancito il divieto assoluto di aggravare le proprie condizioni cliniche senza aver prima verificato la disponibilità di un medico , le modalità di guarigione vengono interamente rimesse all’autonoma organizzazione del cittadino e, per rimettersi in sesto, la popolazione dovrà fare affidamento su un preciso “kit” di collaborazione attiva basato su resistenza fisica e morale, pensiero positivo e ricorso alla buona sorte. Secondo il documento, nel contesto locale il diritto alle cure sembra ormai essere evoluto verso il più moderno concetto di “arrangiarsi”.
Niente panico, però: nessuno riceverà una sanzione se prenderà l’influenza. È lo stesso Sindaco, nelle note finali dell’atto, ad avvertire che il provvedimento ha un carattere esclusivamente provocatorio e simbolico. L’obiettivo della clamorosa iniziativa – il cui testo è stato inviato formalmente al Presidente del Consiglio dei Ministri, al Ministro della Salute e ai vertici della Regione Sardegna – è quello di accendere i riflettori sull’insanabile contraddizione tra il formale diritto alla salute sancito dalla Costituzione e l’effettiva assenza di servizi sanitari essenziali nei piccoli centri. “Nessuna disposizione normativa vigente e nessuna legge fisica o medica consente ai cittadini di guarire per ordinanza sindacale”, conclude il Sindaco , ricordando che la tutela della salute richiede la presenza concreta di professionisti, strutture e servizi adeguati. Fino a che punto dovrà spingersi la provocazione dei sindaci per garantire i diritti più elementari dei cittadini?






