HomeCronacaBarumini, Addio a Nello Corona, bandiera della Libertas Barumini

Barumini, Addio a Nello Corona, bandiera della Libertas Barumini

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Barumini perde un’altra delle sue bandiere. Una comunità che vanta una delle tradizioni calcistiche più importanti della Marmilla piange uno dei pilastri della storia della Libertas, società con oltre 65 anni di attività, oggi impegnata con la Prima squadra, il settore giovanile e gli Amatori, guidata da oltre trent’anni dal presidente Paolo Migheli.

Lo scorso 20 luglio si è spento Marcello Corona, per tutti “Nello”. Baruminese, classe 1950, è stato una figura che ha attraversato ogni fase della vita della squadra locale: prima calciatore, poi allenatore e infine dirigente. La notizia della sua scomparsa ha suscitato una profonda ondata di commozione. Sulle pagine social della società si sono moltiplicati i messaggi di cordoglio non solo da parte dei concittadini, ma anche di numerose società sportive del territorio, che lo ricordano come un uomo dai grandi valori sportivi, con il calcio nelle vene e profondamente legato ai colori giallorossi, una vera «bandiera». Ala destra veloce, tecnica e rapida, ha vestito la maglia della Libertas Barumini tra gli anni Sessanta e Ottanta, contribuendo ai successi della squadra dalla Seconda Categoria fino alla Promozione. È stato anche uno dei primi calciatori baruminesi a confrontarsi con categorie superiori, distinguendosi con la maglia del Villacidro.

Fratello, padre, zio e cognato di tanti calciatori baruminesi che hanno scritto pagine importanti dello sport locale, Marcello Corona apparteneva a una famiglia che ha lasciato un segno nella storia della Libertas e non solo. Tra i figli figura anche Giuseppe Corona, uno degli attaccanti sardi più prolifici degli ultimi decenni.

Conclusa la carriera sul campo, conseguì il patentino da allenatore e guidò diverse formazioni del circondario, tra cui Genuri, Genoni e Lunamatrona. Per decenni è stato soprattutto un punto di riferimento per il settore giovanile della Libertas Barumini, contribuendo alla crescita di intere generazioni di calciatori. Negli anni 2000 è poi entrato nei quadri dirigenziali della società, dedicandosi a tempo pieno alla vita del club. «Marcello Corona è stato una delle figure più importanti della storia del nostro calcio. Per tutti i nati dagli anni Settanta in poi, però, era semplicemente “Zio Nello”, ed è così che continueremo a ricordarlo», racconta il dirigente della Libertas Emanuele Murru. «Da calciatore, allenatore e poi dirigente, è stato un punto di riferimento per intere generazioni, distinguendosi per umiltà, dolcezza e per la capacità di trasmettere valori, dentro e fuori dal campo. Da dirigente si è preso cura con grande dedizione dell’impianto sportivo e della club house, accogliendo sempre con il sorriso chiunque varcasse i cancelli per un allenamento o una partita. Negli ultimi tempi la salute lo aveva costretto a farsi vedere meno spesso, ma ogni sua presenza era speciale e lasciava il segno. Con lui se ne va una persona che ha rappresentato molto più del calcio: un esempio di umanità che resterà per sempre nel cuore della nostra comunità».

Murru ricorda inoltre come, nell’ultimo anno e mezzo, la Libertas abbia dovuto salutare anche altri storici giallorossi che hanno dedicato gran parte della loro vita alla società, da calciatori e dirigenti: Corrado Lai, Priamo Aracu, Efisio Aracu, Peppe Piga, Antonio Sanna ed Efisio Pani. «Un ricordo che testimonia il legame profondo di queste persone con la storia e i valori della Libertas».

Nel frattempo la società guarda anche al futuro. Dopo la sfortunata retrocessione, la Prima squadra ripartirà dalla Seconda Categoria confermando gran parte dell’organico della scorsa stagione. Alla guida tecnica ci sarà Fabrizio Carracoi, affiancato dal preparatore atletico Fabrizio Serafini e dal preparatore dei portieri Massimo Pianu, con l’obiettivo di costruire una squadra competitiva.

L’attività del club, però, non si ferma. Mentre Prima squadra e settore giovanile pianificano la nuova stagione, dal 1° all’8 agosto il campo Aracu-Zara ospiterà otto serate dedicate allo sport e alla socialità, aperte a tutte le età, nel ricordo di Ignazino Piga. 

Il secondo in basso a destra, nella stagione 67/68
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