Da Guspini a Copenaghen, con un obiettivo preciso: far conoscere la Sardegna autentica attraverso pasta fresca, panadas, fregola e altre specialità preparate interamente a mano. È il sogno diventato realtà di Andrea Cadeddu, ventiseienne guspinese che, insieme al socio Pietro Paolo Galati Guido, ha dato vita a ‘ImPastami’, un progetto che unisce due territori, due tradizioni gastronomiche e due passioni: la cucina sarda e quella romana.
Cadeddu è cresciuto accanto al nonno pastore Mirio, si è formato all’Istituto alberghiero di Oristano e ha lavorato in diversi settori prima di trasferirsi in Danimarca. È stato lì che ha capito che la cucina sarebbe diventata il suo futuro e che era arrivato il momento di aprire un locale tutto suo. «Il mio rapporto con la cucina non è stato un amore immediato, ma è cresciuto con il tempo grazie alle mie radici. Da bambino vedevo mio nonno trasformare il latte appena munto in ricotta e formaggi, e quella semplicità mi ha sempre affascinato». La passione nasce quindi dalle tradizioni sarde e dai sapori che sanno di domeniche passate in famiglia. «Non mi interessa la cucina gourmet: mi piace preparare piatti che raccontano una storia e che sanno di casa. L’idea di aprire un locale è nata dopo il trasferimento in Danimarca, dove ho trovato l’opportunità di trasformare questa passione in un progetto concreto e di portare un pezzo di Sardegna all’estero attraverso il cibo».
L’idea di ‘ImPastami’ prende forma qualche mese fa dall’incontro di due persone e di due tradizioni gastronomiche. Cadeddu porta dalla Sardegna la cucina e la pasta fresca tradizionale; il suo socio, Pietro Paolo Galati Guido, ventottenne cresciuto ad Anzio, mette a disposizione l’esperienza della pizza in teglia romana. Prima ancora che un’attività imprenditoriale, il progetto nasce da un’amicizia. «Ci siamo conosciuti sul posto di lavoro, ci siamo trovati bene dal punto di vista umano e, con il tempo, abbiamo iniziato a immaginare un progetto da costruire insieme. Siamo entrambi molto legati alle tradizioni, perché crediamo che siano un patrimonio da preservare: se nessuno le porta avanti, rischiano di andare perdute. Per questo abbiamo deciso di unire le nostre esperienze: io con la cucina e la pasta fresca sarda, il mio socio con la pizza in teglia romana», raccontano i due neoimprenditori. «Pasta e pizza sono due dei simboli più conosciuti della cucina italiana nel mondo e si completano perfettamente. Proporle entrambe significa offrire ai nostri clienti la possibilità di scoprire due grandi tradizioni italiane in un unico luogo», aggiungono.
Il nome ‘ImPastami’ nasce da un gioco di parole che racchiude l’identità del progetto. Richiama gli impasti con cui lavorano ogni giorno, ma letto tutto d’un fiato strizza anche l’occhio a un doppio senso volutamente provocatorio. «Ci piaceva l’idea di un nome che parlasse del nostro lavoro, ma che allo stesso tempo incuriosisse e rimanesse impresso. In fondo tutto quello che facciamo nasce da un impasto, dalla cosa più semplice: acqua, farina e tempo». Tutto viene preparato da zero. È questa la filosofia di ‘ImPastami’. L’obiettivo non è soltanto proporre piatti italiani, ma raccontare la Sardegna attraverso le sue ricette meno conosciute. «Vogliamo far conoscere prodotti come panadas, fregula, malloreddus, culurgiones e pasta fresca sarda, preparandoli artigianalmente. Accanto a queste preparazioni abbiamo deciso di portare in Danimarca anche alcune eccellenze gastronomiche isolane come creme di pecorino, miele, salsiccia, guanciale, coppa, formaggi, vini di piccole cantine – tra cui Cannonau e Vermentino – oltre al pane carasau e al pane guttiau».
La scelta nasce anche dall’incontro con un importatore specializzato nelle produzioni isolane. «Dopo aver assaggiato i prodotti e conosciuto queste realtà, ci siamo innamorati della loro qualità e autenticità. Sono prodotti che raccontano davvero la Sardegna, spesso realizzati da piccoli produttori che lavorano nel rispetto della tradizione e del territorio». L’obiettivo è far conoscere l’Isola anche a chi non l’ha mai visitata. «Vogliamo permettere ai danesi di scoprirne i sapori direttamente qui in Danimarca». L’accoglienza del pubblico è stata molto positiva. «Il piatto che sta riscuotendo più successo sono i malloreddus alla campidanese, che prepariamo seguendo la ricetta di mia nonna. Credo che i clienti apprezzino proprio l’autenticità di questi sapori, così diversi da quelli a cui sono abituati», racconta Cadeddu.
Tra i piatti che incuriosiscono maggiormente ci sono invece i culurgiones. «Quando spieghiamo che il ripieno è fatto anche con patate e menta, molti rimangono sorpresi perché non si aspettano un abbinamento del genere all’interno della pasta. Ma una volta assaggiati se ne innamorano e spesso tornano per ordinarli di nuovo».
Negli ultimi anni il Nord Europa sta mostrando un interesse crescente verso le produzioni sarde. Nella vicina Amsterdam, in Olanda, ‘Pasta Paradijs’ si distingue da decenni per la promozione della gastronomia e dei prodotti dell’Isola, ma è soltanto uno dei tanti esempi. «Negli ultimi anni c’è stato un interesse sempre maggiore verso i prodotti italiani, e credo sia una cosa naturale. Sempre più italiani si trasferiscono all’estero e si portano dietro la propria cultura gastronomica. Spesso, però, fuori dall’Italia si conoscono soprattutto alcuni piatti simbolo, come la pizza o la carbonara, mentre il nostro Paese custodisce una straordinaria varietà di tradizioni regionali. Per questo speriamo che la nostra attività possa contribuire a far conoscere anche la Sardegna, la sua pasta fresca e i suoi prodotti tipici. Se il nostro percorso potrà essere d’ispirazione per altri sardi che desiderano valorizzare la propria terra all’estero, ne saremo felici».
Cadeddu lancia anche una proposta: «Credo che creare una rete di imprenditori sardi all’estero sarebbe una bellissima opportunità. Collaborare e fare squadra potrebbe aiutarci a promuovere ancora di più le tradizioni e le eccellenze della nostra isola». Per i due soci, aprire ‘ImPastami’ ha significato realizzare un sogno e mantenere una promessa importante. Ma i progetti non mancano. «Il nostro desiderio è crescere e, un giorno, aprire anche altre sedi. Allo stesso tempo stiamo ampliando, poco alla volta, la nostra proposta dedicata alla Sardegna. Di recente abbiamo introdotto le seadas, preparate con miele sardo, e in futuro ci piacerebbe aggiungere altri prodotti e ricette della nostra tradizione. Abbiamo anche iniziato a creare contatti con la comunità sarda in Danimarca e vorremmo collaborare con le associazioni del territorio per organizzare iniziative ed eventi. Il nostro obiettivo è continuare a raccontare la Sardegna e la sua cultura, non solo attraverso il cibo, ma anche creando una vera comunità attorno alle nostre tradizioni».









