
Preservare la tradizione campanaria e la memoria storica del paese. È questo l’obiettivo che si è posto il neonato Comitato cittadino per la Tradizione Campanaria e la Memoria di Lunamatrona. Dopo la costituzione ufficiale e la trasmissione al Comune dello statuto, del verbale dell’assemblea costituente e del documento programmatico, il gruppo ha già avviato la propria attività. Il progetto nasce dalla volontà di tutelare un patrimonio che comprende non solo l’antica arte dei campanari, ma anche il centro storico, gli archivi, le testimonianze orali e l’identità culturale della comunità.
Il comitato ha scelto una struttura essenziale. L’assemblea rappresenta l’organo sovrano e tutte le decisioni vengono assunte collegialmente. È stata individuata una sola rappresentante pro tempore, Stefania Zedda, ingegnere specializzata nella valorizzazione dei centri storici minori e dei sistemi paesistico-ambientali, incaricata di curare i rapporti istituzionali e il funzionamento dell’organismo.
Tra i componenti figurano gli ultimi maestri campanari di Lunamatrona. Il più anziano è Antonio Cauli, classe 1949, custode di una tradizione tramandata oralmente da generazioni. Del gruppo fa parte anche Angela Merici, nata nel 1961, laureata al Conservatorio e, con molta probabilità, l’unica donna campanara della Sardegna. Si è avvicinata a quest’arte durante la preparazione della sua tesi di laurea dedicata proprio alla tradizione campanaria.

L’iniziativa nasce dalla consapevolezza che questo patrimonio rischia di andare perduto. Nel documento programmatico si sottolinea come il sapere dei maestri campanari non sia mai stato raccolto in modo sistematico, perché non esistono manuali, registrazioni complete o archivi capaci di conservare una conoscenza che vive ancora oggi soprattutto nella memoria e nell’esperienza diretta dei suoi protagonisti. Per questo motivo il comitato ritiene urgente documentare tecniche, ritmi, terminologia e modalità esecutive prima che il passare del tempo renda impossibile recuperarle.
Oggi, però, il campanile del paese è inagibile in attesa degli interventi di messa in sicurezza. Una situazione che impedisce ai campanari di esercitarsi direttamente sulle campane. Per non perdere manualità e senso del ritmo continuano così ad allenarsi battendo le mani su tavoli, sedie e perfino bicchieri. «Da bambini non potevano certo usare subito le campane, troppo pesanti», racconta sorridendo Zedda. Così imparavano eseguendo i ritmi su qualsiasi superficie disponibile, accompagnandoli con filastrocche tramandate da generazioni.
Quella usata nel campanile di Lunamatrona è una tecnica dove, attraverso un particolare sistema di corde, un solo campanaro riesce infatti a controllare contemporaneamente cinque campane, creando sequenze armoniche di notevole complessità. Un sapere che il comitato considera parte integrante dell’identità del paese e che intende trasmettere alle nuove generazioni.
Il progetto guarda però oltre la sola tradizione campanaria. Tra le prime azioni previste figurano la raccolta sistematica della memoria campanaria attraverso registrazioni audio e video dei maestri, la creazione dell’Archivio della Memoria di Lunamatrona, aperto a fotografie, documenti e testimonianze dei cittadini, e un primo incontro pubblico per coinvolgere la comunità e raccogliere nuove adesioni. A queste iniziative si affiancheranno la nascita della Scuola dei Maestri Campanari, destinata a formare nuovi suonatori, e il Cammino dei Suoni, un percorso culturale diffuso dedicato alla storia del campanile e della tradizione locale, da sviluppare in collaborazione con le scuole e le istituzioni del territorio.
Il cronoprogramma prevede di completare nei primi mesi la raccolta delle testimonianze e la progettazione del Cammino dei Suoni, candidando successivamente il progetto ai bandi di finanziamento. Seguiranno la realizzazione del percorso e l’avvio della Scuola dei Maestri Campanari, con l’obiettivo di inaugurare le iniziative in concomitanza con la riapertura del campanile, una volta conclusi gli interventi di messa in sicurezza.
Il documento, infine, evidenzia anche un’altra finalità: fare del comitato un interlocutore stabile delle istituzioni, capace di presentare progetti, partecipare ai bandi dedicati al patrimonio culturale e collaborare con l’amministrazione comunale per valorizzare il patrimonio materiale e immateriale di Lunamatrona. L’obiettivo è trasformare un sapere tramandato finora quasi esclusivamente per via orale in un patrimonio condiviso dall’intera comunità.






