Un pubblico numeroso e partecipe ha accompagnato il 24° Incontro Internazionale del Folklore “Ballus”, in programma a Uta dal 29 luglio al 1 agosto. La manifestazione, organizzata dalla locale Pro Loco, con il patrocinio e la collaborazione dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Uta, la Regione Sardegna ed altri enti, ha confermato il suo ruolo di importante appuntamento dedicato alla cultura popolare e all’incontro tra i popoli.
Le serate, ospitate nel suggestivo Parco, antistante la chiesa romanica di Santa Maria, sono state magistralmente presentate da Valentina Caruso, Roberto Tangianu e Giuliano Mariongiu e hanno visto esibirsi sul palco alcuni tra i più rappresentativi artisti e gruppi folkloristici sardi (Uta, G. Folklorico “Pro Loco”, Monserrato, “Fruste del Campidano”, Cagliari, G Folklorico “Quartiere Villanova”, Dorgali, G. Folklorico “Don Milani”, Nuoro, G. Folklorico “Ortobene”, Gadoni, Coro “Boghes de Gaudiu Onu”), oltre alla partecipazione di Antonio Pani con i musicisti Massimo Perra e Daniele Cuccu.
Ad arricchire il programma anche la presenza delle maschere tradizionali della Sardegna, tra cui quelle di Ottana “Boes e Merdules”, Siurgus Donigala “Is Scruzzonis”, Orotelli “Turpeddos”, Tiana “Su Coli Coli antigu Tianesu” e Neoneli “Sas Mascheras’ e Cuaddu”.
Grande spazio è stato dedicato ai gruppi internazionali arrivati da diverse parti del mondo (Iran, Senegal, Argentina, Timor Est, Messico, Brasile, Martinica, Bolivia) che, in un tripudio di musiche, luci, suoni e colori, intrecciate a danze e tradizioni, hanno rappresentato un “viaggio” alla scoperta dell’identità di ciascun popolo.
Ospite d’onore della manifestazione è stata la cantante Maria Luisa Congiu che, nel ricevere il premio “Tziu Adamu Billai” (in memoria dello storico suonatore di launeddas di Uta), ha evidenziato come “la musica costituisca un veicolo universale tra i popoli, capace di superare ogni barriera umana e linguistica”.
L’Artista di Oliena, una delle voci di rilievo e più rappresentative del canto e del folklore sardo, “riesce a trasmettere emozioni, rende vive le nostre radici e la nostra identità, dando voce all’anima della Sardegna, custodendone tradizioni e memoria”, ha affermato il Presidente della Pro Loco Romano Massa (nonché ideatore e direttore artistico dell’evento), meritandosi, pertanto, un segno ufficiale di ammirazione e riconoscenza.
Tra le novità di questa edizione, la creazione della sigla ufficiale di “Ballus”: un brano firmato da Claudia Aru, destinato ad accompagnare anche le future edizioni dell’evento.
Le tradizioni internazionali, “in movimento”, sono unite, ma senza mai perdere la loro identità perché, ha affermato Giuliano Marongiu nel presentare l’ultima serata, “le differenze non sono muri ma ponti e l’ospite e sempre un dono”.
Il 5 agosto, con la festa di saluto dedicata agli artisti e ai gruppi partecipanti, Uta ha celebrato ancora una volta l’amicizia internazionale, dando appuntamento alla prossima edizione di “Ballus”, nel segno della musica, della cultura e della pace tra i popoli.






