HomeEditorialiFerragosto a due velocità: in Sardegna c’è chi parte e chi resta...

Ferragosto a due velocità: in Sardegna c’è chi parte e chi resta a casa

Pubblicato il

Questa è la settimana che ci accompagna a Ferragosto, il momento dell’estate che più di ogni altro richiama l’idea della vacanza, del mare, delle giornate spensierate e di qualche giorno lontano dalla routine. Ma c’è una Sardegna che, anche quest’anno, si prepara a vivere l’estate in modo molto diverso da quella raccontata nelle pubblicità e nelle fotografie delle località più esclusive.

Da una parte ci sono le spiagge affollate, i resort, gli alberghi, i ristoranti, le barche e un turismo disposto a spendere cifre importanti pur di trascorrere qualche giorno nell’isola. Dall’altra c’è una parte sempre più ampia della popolazione che deve fare i conti con il costo della vita e che una vacanza, semplicemente, non può permettersela.

Perché partire, oggi, significa prima di tutto mettere mano al portafoglio.

Il prezzo del carburante torna a pesare sulle famiglie. Benzina e gasolio incidono sul costo di ogni spostamento e, in una regione come la nostra, dove le distanze non sono un dettaglio e dove l’automobile è spesso indispensabile, anche una semplice giornata al mare può diventare una spesa da valutare attentamente.

Poi ci sono la spesa quotidiana, le bollette, gli affitti, i mutui e tutti quei rincari che negli ultimi anni hanno ridotto il potere d’acquisto. Così quella che dovrebbe essere la settimana più attesa dell’estate rischia di trasformarsi, per molte famiglie, nella settimana dei conti.

Si rinuncia a qualche giorno fuori. Si rinuncia al ristorante. Si rimanda una gita. Si sceglie una spiaggia vicina invece di una località più lontana. E spesso non è una scelta dettata dalla prudenza, ma dalla necessità.

In Sardegna questa differenza si vede ancora di più.

Perché l’isola che in questi giorni appare sui giornali e sui social come una delle mete più desiderate al mondo è anche quella dove esistono famiglie che devono decidere se spendere cinquanta o cento euro per una giornata al mare oppure conservarli per le spese che arriveranno a settembre.

È una contraddizione che non possiamo ignorare.

Eppure c’è un’altra immagine dell’estate sarda che merita di essere raccontata. È quella dei piccoli comuni dell’interno, dove Ferragosto non è soltanto sinonimo di turismo, ma soprattutto di ritorno.

In questi giorni molti paesi cominciano a ripopolarsi. Tornano gli emigrati, rientrano le famiglie che durante l’anno vivono lontano, riaprono le case rimaste chiuse per mesi. Le piazze tornano a riempirsi, le strade riprendono vita e nelle case dei genitori e dei nonni si preparano pranzi che hanno poco a che vedere con i menù dei ristoranti turistici.

È un turismo diverso, fatto di persone e di memoria.

Nei paesi della Barbagia, del Mandrolisai, del Logudoro e delle altre aree interne dell’isola, l’estate porta con sé qualcosa che nessun resort può offrire: la possibilità di tornare nel luogo da cui si è partiti.

Qui Ferragosto può ancora significare una tavolata con parenti e amici, una festa patronale, una serata in piazza, una passeggiata per le vie del paese e soprattutto un abbraccio a qualcuno che non si vede da mesi.

È una Sardegna meno fotografata, ma non per questo meno importante.

Anzi, proprio nei piccoli centri si comprende quanto sia ancora forte il legame con questa terra. Molti di coloro che sono emigrati per cercare lavoro altrove continuano a considerare il paese d’origine come casa propria. E quando arriva agosto, tornano.

Ma anche questo ritorno racconta una difficoltà.

Perché se i paesi si ripopolano per qualche settimana, durante il resto dell’anno molti di questi territori continuano a fare i conti con lo spopolamento, con la mancanza di servizi, con le difficoltà nei collegamenti e con un’economia che fatica a offrire opportunità soprattutto ai giovani.

Ferragosto, dunque, diventa quasi una fotografia dell’isola.

Una Sardegna a due velocità.

Quella delle località turistiche dove si può spendere molto e quella delle famiglie che devono invece fare attenzione a ogni euro. Quella dei grandi numeri del turismo e quella dei paesi dell’interno che per qualche settimana tornano a respirare grazie al rientro degli emigrati. Quella delle vacanze da sogno e quella di chi, quest’anno, il sogno di una vacanza dovrà rimandarlo.

Non c’è nulla di sbagliato nel turismo di lusso, né nel desiderio di chi può permetterselo di vivere una vacanza senza badare troppo alle spese. Il problema nasce quando la crescita turistica non riesce più a tradursi in benessere diffuso e quando, nella stessa terra che accoglie milioni di visitatori, una parte dei suoi abitanti è costretta a rinunciare persino a qualche giorno di riposo.

La vacanza non dovrebbe essere un privilegio riservato a chi ha un reddito sufficiente per affrontare prezzi sempre più alti.

E soprattutto, in Sardegna, non possiamo dimenticare che dietro la grande macchina del turismo ci sono lavoratori, famiglie, pensionati, giovani e comunità che questa terra la vivono tutto l’anno.

La settimana di Ferragosto comincia così, con due immagini che convivono una accanto all’altra.

Da una parte l’isola delle vacanze, dei prezzi alti e delle località prese d’assalto. Dall’altra l’isola di chi resta, di chi risparmia, di chi torna al paese con una valigia piena di ricordi e di chi, semplicemente, cerca di vivere qualche giorno di festa senza spendere più di quanto può.

Ed è forse proprio questa la domanda che dovremmo porci mentre ci avviciniamo a Ferragosto: che senso ha parlare di Sardegna turistica se una parte dei sardi non può più permettersi di vivere l’estate nella propria terra?

Perché il mare può essere bellissimo, le spiagge possono continuare a riempirsi e i turisti possono arrivare da ogni parte del mondo.

Ma una Sardegna davvero ricca non è quella in cui qualcuno può spendere migliaia di euro per una settimana.

È quella in cui anche chi ci vive tutto l’anno può permettersi, almeno per qualche giorno, di sentirsi in vacanza.

spot_img
spot_img

Articoli recenti

Atalanta-Cagliari, i rossoblù cercano il colpo in casa della Dea

Altra partita in notturna, la terza su quattro in questo inizio di campionato, per...

Presentazione della grammatica normativa ‘Su Sardu Standard’ e della rassegna storico antologica ‘Su Sardu, lìngua de Europa’

L'associazione culturale Acadèmia de su Sardu APS rende noto che in data venerdì 25...

Bonorva ospita Rebeccu Arte 2026: al via gli appuntamenti del festival MusaMadre

Prosegue fino al 2 novembre nel borgo medioevale di Rebeccu la stagione di Rebeccu...

Sanluri, la Biblioteca comunale amplia gli orari

Entra in vigore il nuovo orario di apertura al pubblico della Biblioteca comunale di...
spot_img

Leggi anche

Atalanta-Cagliari, i rossoblù cercano il colpo in casa della Dea

Altra partita in notturna, la terza su quattro in questo inizio di campionato, per...

Presentazione della grammatica normativa ‘Su Sardu Standard’ e della rassegna storico antologica ‘Su Sardu, lìngua de Europa’

L'associazione culturale Acadèmia de su Sardu APS rende noto che in data venerdì 25...

Bonorva ospita Rebeccu Arte 2026: al via gli appuntamenti del festival MusaMadre

Prosegue fino al 2 novembre nel borgo medioevale di Rebeccu la stagione di Rebeccu...