Un appuntamento estivo sentito e atteso, un richiamo per tantissime persone che ogni anno si ritrovano a Tramatza per celebrare la tradizionale Sagra della Cipolla.
L’evento, giunto quest’anno alla sua ventesima edizione, si è svolto sabato 8 agosto nell’accogliente Piazza Sant’Efisio, tra musica, convivialità, sapori e tradizione.
A scandire la serata sono stati il gruppo etno-folk A Bratzos Tentos e un DJ set, in un’atmosfera festosa e partecipata, sotto la guida del Comitato San Giovanni, artefice e promotore della festa.
Con impeccabile impegno, dedizione ed entusiasmo, il gruppo coordinatore si è occupato dell’organizzazione della sagra in ogni aspetto e dettaglio. Un lavoro prezioso, reso ancora più significativo da una caratteristica che rappresenta uno dei punti di forza della manifestazione: il Comitato di San Giovanni è composto interamente da giovani.
“Oltre al Comune, sono stati insostituibili il sostegno e l’enorme collaborazione dell’intera popolazione tramatzese – afferma la Presidente Eleonora Casu – ma è la passione di tutti i componenti, il comune spirito di convivialità a determinare la buona riuscita della manifestazione. Il successo nasce perché vi è una forte unione fra noi: nuove e vecchie generazioni lavorano insieme con spirito di amicizia per questo comune obiettivo”.
Nata a metà degli anni Novanta, con lo scopo di valorizzare l’ortaggio per eccellenza del territorio, la sagra affonda le sue radici nella storia agricola di Tramatza, dove, soprattutto in passato, la cipolla veniva prodotta in grande quantità: “Tanti anni fa la produzione annuale si aggirava intorno ai dodici quintali – afferma Giampaolo, uno degli organizzatori veterani della sagra – oggi la produzione è diminuita, ma sempre abbondante; è una manifestazione che si ripete negli anni con lo stesso entusiasmo – prosegue il decano – e in cui ogni difficoltà si supera grazie alla collaborazione e all’unione esistente tra noi”.
La cipolla, semplice ortaggio di terra, è al tempo stesso un ingrediente semplice e raffinato, simbolo della cultura contadina e della memoria della comunità.
Tramatza, un paese a forte vocazione agricola, ha proposto per l’occasione numerose pietanze dedicate alla cipolla, offrendo a residenti e visitatori la possibilità di riscoprire una cucina genuina.
“Su Chibuddau è il piatto più diffuso e rinomato”, sostengono i ragazzi del Comitato; tra gli altri, sono importanti anche le uova con cipolle, le cipolle in agrodolce, la pasta con cipolle, purpuzza e pomodori, le frittelle di cipolle, le cipolle con patate, l’insalata di cipolle, tutti ampiamente apprezzati dai partecipanti.
Una cucina semplice e soprattutto una festa autentica tesa a diventare un momento di incontro e di condivisione, un’opportunità per valorizzare la tradizione dell’entroterra sardo, attraverso la riscoperta dell’enogastronomia e dei valori della comunità, primo fra tutti quello dell’unione di un popolo.
Tra i vari appuntamenti presenti nel calendario delle manifestazioni, Tramatza celebra anche la sagra della pecora e l’esordiente sagra del cardo selvatico, eventi che fanno del paese della provincia oristanese un territorio attento, attivo e capace di trasformare i suoi prodotti in simboli della propria identità.





