S’Accodriu è un vero e proprio patto agrario che rievoca un’antica usanza: alla fine della mietitura o dei lavori nei campi, proprietari e contadini tiravano le somme del raccolto, stabilivano i compensi e celebravano la conclusione delle fatiche con un grande pranzo collettivo.
Dal 1998, Pimentel rinnova puntualmente la tradizione legata a questo antico rito, organizzando una grande festa che ripropone annualmente l’antica condivisione comunitaria del cibo, principalmente a base di carne.
“È una festa molto sentita, giunta ormai alla 28ª edizione che richiama tante persone anche dal Medio Campidano” -spiega Carlo Desogus- Presidente della Pro Loco di Pimentel e Consigliere Regionale dell’Ente Pro Loco Sardegna. “Nel primo decennio -prosegue- veniva svolta a settembre in concomitanza con la ricorrenza della Madonna de su Cramixeddu, poi invece la data è stata spostata al sabato della penultima settimana di agosto”.
La cena collettiva propone un menu tipico composto da malloreddus alla campidanese, carne di vitella, formaggio, pane e olive. “lI tipo di carne -precisa Desogus- viene alternato annualmente e la scelta può ricadere anche sulla pecora o sul maialetto”.
La sagra, interamente organizzata dalla Pro Loco, col patrocinio dell’Amministrazione Comunale richiede una preparazione accurata e “un lavoro indescrivibile” di tante forze umane”, sostiene il Consigliere Regionale, dell’ente Pro-Loco Sardegna.
La fatica spesa e l’impegno profusi sono sicuramente ben ricompensati dalla possibilità di conservare antiche tradizioni e mantenere viva la memoria storica del passato. A ciò si aggiungono la socialità, la convivialità, anche all’insegna dell’intrattenimento musicale con “Patrizia e Simone”; tali momenti rappresentano un importante collante sociale e costituiscono un patrimonio prezioso per il futuro dell’entroterra sardo.
