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“Psichiatria e Diritti Umani”: a Cagliari una mostra per non dimenticare

Si è conclusa venerdì 11 settembre 2026, presso l’Ex Manifattura di Cagliari, la mostra documentario – fotografica “Psichiatria e Diritti Umani” inaugurata il 9 settembre e organizzata dal Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani.

Attraverso il percorso storico e documentario, l’esposizione ha ripercorso la storia della psichiatria, offrendo uno sguardo ampio e spesso crudo sulle condizioni di vita all’interno degli istituti psichiatrici.

Filmati, pannelli descrittivi e totem espositivi hanno accompagnato i visitatori in un viaggio attraverso secoli di storia, fino alla chiusura dei manicomi, sancita dalla Legge Basaglia del 13 maggio 1978. Un itinerario che non si è limitato soltanto alla ricostruzione storica, ma che ha messo al centro il tema dei diritti, della dignità e della persona.

A conclusione della mostra itinerante, la conferenza “Anima non mente”, moderata da Nicola Oi, ha offerto ulteriori spunti di riflessione grazie agli interventi del professore e psicologo clinico Danilo Littarru e del ceramista Nanni Pulli, soffermandosi rispettivamente sul significato della cura e sul ruolo che l’arte può rivestire nei percorsi di sostegno alla persona.

Il Dott. Littarru ha posto l’accento sui concetti di “custodia” e di “cura”, precisando che curare non significa necessariamente guarire: “Spesso non è possibile curare una malattia, ma lo è curare una vita, andando oltre la malattia e individuando una possibilità per continuare a vivere”.

Un concetto ripreso da una diversa prospettiva dal ceramista Nanni Pulli che, nelle sue vesti di artista e docente, ha evidenziato il valore dell’arte come strumento a supporto della cura: “La ceramica è stata una terapia che ha consentito a queste persone di estraniarsi dal loro problema – ha affermato – L’arte, insomma, è stata una rivalsa verso la società, che questi esseri umani aveva dimenticato e veramente può essere un valido supporto per una reale inclusione sociale”.

Le Linee Guida OMS del 2023 rappresentano sicuramente un passo in avanti, verso un approccio più rispettoso dei diritti e della dignità delle persone con problemi di salute mentale. Tuttavia, la strada da percorrere è abbastanza lunga; servono maggiore sensibilizzazione, ascolto e soprattutto una cultura della cura, capace di coniugare competenze professionali, umanità e inclusione.

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