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Fondi regionali, la sfida dei sindaci sardi: «Basta bonus episodici, i Comuni non sono dei Caf»

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Anci e Asel in commissione Bilancio: la priorità assoluta è il contrasto allo spopolamento attraverso una spesa pubblica di qualità.

La discussione sulla prossima manovra finanziaria della Sardegna entra nel vivo, e dai territori si alza un coro unanime che chiede un cambio di passo radicale. Non una lista della spesa, non la solita sfilata di emendamenti per accaparrarsi piccole risorse, ma una visione a lungo termine per l’isola. Questo il messaggio chiaro che Daniela Falconi, presidente di Anci Sardegna, e Stefano Soro, vicepresidente di Asel, hanno portato questo pomeriggio in commissione Bilancio.

Davanti ai consiglieri regionali, i rappresentanti dei Comuni sardi hanno voluto ribaltare l’approccio classico alle audizioni sulla finanziaria, ponendo una questione politica e di prospettiva prima ancora che economica.

“Non faremo oggi un elenco di richieste e di spese ma ci chiediamo e vi chiediamo che idea di Sardegna volete portare avanti impiegando queste risorse che avete recuperato dallo Stato e che sono risorse dei sardi”, ha esordito Daniela Falconi, mettendo subito in chiaro che il tesoretto derivante dagli accordi con Roma deve essere lo strumento per ridisegnare il futuro della regione.

Il cuore del problema, per chi amministra le comunità locali, resta la desertificazione demografica ed economica dei paesi, un’emergenza che non si combatte con interventi a pioggia o incentivi una tantum.

“È fondamentale il contrasto allo spopolamento come obiettivo generale. I comuni non sono Caf chiamati a erogare misure episodiche e bonus di vario tipo. Per noi è fondamentale che la spesa pubblica si misuri non sulla quantità di risorse distribuibili ma sulla qualità della spesa e sui suoi risultati”, ha rimarcato con forza la presidente di Anci, consegnando alla commissione un documento strategico condiviso interamente anche da Asel.

La richiesta ai legislatori regionali è dunque quella di abbandonare la logica dei “contributi spot” per concentrarsi su investimenti strutturali capaci di creare reali opportunità di vita e di lavoro nei territori, soprattutto in quelli dell’interno. Dopo aver ascoltato la voce e le preoccupazioni dei primi cittadini, i lavori della commissione Bilancio sono proseguiti nel tardo pomeriggio con le audizioni dei rappresentanti delle Province.

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