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    Oristano, al via il primo festival delle peschiere: fino a domenica dibattiti, tavole rotonde e spettacoli

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    Da oggi a sabato primo ottobre, le lagune dell’Oristanese di Mar’e Pontis e di Mistras, nel territorio di Cabras, e di Marceddì in quello di Terralba, sono le protagoniste del primo Festival delle Peschiere: quattro giorni di dibattiti, con tavole rotonde e relatori di valenza nazionale come Enrico Giovannini (ministro delle Infrastrutture e della Mobilità sostenibili), Carlo Bonomi (presidente nazionale Confindustria), Pierluigi Stefanini (presidente ASVIS), Alessandra Zedda (assessora al Lavoro – Regione Sardegna), Maurizio Sacconi (presidente Amici di Marco Biagi, già Ministro del Lavoro), Cesare Damiano (presidente Associazione Lavoro e Welfare, già Ministro del Lavoro), Gianna Fracassi (vice Segretaria Generale Nazionale CGIL), Luigi Sbarra (segretario Generale CISL), tra i tanti altri; quattro giorni dedicati al tema della sostenibilità declinata in svariati ambiti, come quello della pesca, dell’educazione ambientale, del lavoro e della finanza, con l’obiettivo di contribuire a diffondere sempre più l’idea di un nuovo modello di sviluppo sostenibile ben incarnato nell’Agenda 2030 dell’ONU; e, a far da corollario spettacolare alla parte convegnistica, Giobbe Covatta in scena e i concerti di Marino De RosasDobet Gnahoré e Oumou Sangaré.

    Le lagune della provincia di Oristano sono uno scrigno di biodiversità: siti elettivi per numerose specie di uccelli e altri animali, oltre che di specie vegetali. Una specialità certificata dal fatto che in questo territorio sono state istituite ben 6 aree Ramsar, sono quindi Zone Umide di Importanza Internazionale (secondo la convenzione di Ramsar del 1971: un trattato intergovernativo che fornisce il quadro per la conservazione e l’uso sostenibile delle zone umide) coinvolte nel progetto di sviluppo locale FLAG PESCANDO. Attualmente i siti Ramsar della provincia di Oristano sono inclusi anche all’interno della Rete Natura 2000, sia come Siti di Interesse Comunitario (SIC), che come Zone di Protezione Speciale (ZPS); con i loro 7.700 ettari, le zone umide che corrono da Capo Mannu alla laguna di Marceddì costituiscono un ecosistema dal valore inestimabile.

    Promosso da Legacoop Sardegna e Dromos Festival, in collaborazione con CRU Sardegna Unipol e Regione Sardegna – Strategia regionale Sviluppo Sostenibile, con il patrocinio dell’ASviS (Alleanza italiana per lo sviluppo sostenibile), il Festival delle Peschiere è una delle tappe del Festival dello Sviluppo Sostenibile in programma dal 4 al 20 ottobre.

    «Legacoop insieme ad altri partner importanti come il festival Dromos e Strategia regionale dello sviluppo sostenibile della Regione Sardegna ha voluto fortemente realizzare la prima edizione del Festival delle Peschiere» dice Claudio Atzori, presidente di Legacoop Sardegna «e ci onora fare parte del festival ASviS che porta tutti noi a impegnarci sempre più nel perseguimento del percorso dettato dall’agenda 2030 approvata nel 2015 e che oggi va perseguita». Una quattro giorni che diventa punto di partenza, sottolinea Atzori, per avviare il percorso che porti alla predisposizione «di un nuovo modello di sviluppo».

    La quattro giorni del Festival delle Peschiere prende dunque il via oggi dalla Peschiera di Mistras, situata nel settore settentrionale dell’ampio Golfo di Oristano, e confinante da un lato con lo Stagno di Cabras, e dall’altro con San Giovanni di Sinis. Gli spazi della laguna, inserita tra le “aree costiere di interesse botanico nella redazione dei Piani Paesistici della Sardegna” (Camarda, 1989) e nel “sistema di aree di interesse botanico per la salvaguardia della biodiversità floristica della Sardegna” (Camarda, 1995), ospiteranno alle 18 la tavola rotonda “Pesca, una soluzione sostenibile”, aperta dai saluti del sindaco di Cabras Andrea Abis e l’introduzione di Mauro Tuzzolino, direttore di FLAG Pescando. A Mauro Steri (responsabile regionale di Legacoop Agroalimentare – settore pesca) il compito di moderare l’appuntamento cui parteciperanno Gabriella Murgia (Assessora all’Agricoltura e Pesca – Regione Sardegna), Francesca Oppia (Program Director Italy – Marine Stewardship Council), Cristian Maretti (Presidente nazionale di Legacoop Agroalimentare), Paolo Mossone (Managing Director IMC ONLUS – Centro Marino internazionale), Eleonora Iacovoni (dirigente PEMAC IV Ministero politiche agricole alimentari e forestali), con le conclusioni finali del Presidente di FLAG Pescando Alessandro Murana.

    Alle 19 uno spazio dedicato al palato nel punto ristoro curato dalla Cooperativa Pescatori. Presente anche uno stand dove sarà possibile degustare il Pecorino Romano offerto dal Consorzio di Tutela del Pecorino Romano. Un appuntamento che il pubblico del festival ritroverà anche nelle serate successive insieme a quello con FISHMEDNET-ENICBC, Progetto europeo di accompagnamento diretto per le imprese di pesca verso la diversificazione delle attività.

    Chiusura di serata in musica con il cantautore e chitarrista Marino De Rosas, tra i più apprezzati interpreti della chitarra classica sarda contemporanea, per un concerto (inizio ore 20) che viaggerà tra i suoi brani più celebri e quelli del suo ultimo album “Intrinada” (pubblicato nel 2018 dall’etichetta discografica “Tronos Digital”): un disco in cui flamenco e musica popolare della Sardegna si incontrano dando vita a un lavoro intimo e delicato che affonda le sue radici nella memoria aprendo squarci di ricordi.

    Questo come tutti gli altri spettacoli in programma sarà ad accesso gratuito con prenotazione obbligatoria sul sito dromosfestival.it

    • Giovedì 29 tappa a Oristano

    Giovedì 29 il Festival delle Peschiere farà tappa a Oristano, dove il programma inizialmente annunciato registra qualche modificacon il trasferimento di tutti gli appuntamenti al Teatro Garau per le previste condizioni meteorologiche avverse.

    Il primo impegno in agenda è alle 18 con la tavola rotonda “Agenda 2030, la soluzione sostenibile”: introdotta dal presidente di Legacoop Sardegna Claudio Atzori dopo i saluti del sindaco di Oristano Massimiliano Sanna e moderata da Marisa Parmigiani (responsabile sostenibilità Gruppo Unipol),vedràla partecipazione di Enrico Giovannini (Ministro delle Infrastrutture e della Mobilità sostenibili), Antonello Cabras (ex presidente della Fondazione di Sardegna), Carla Della Volpe (presidente di Coopfin), Gavino Mariotti (Rettore dell’Università Sassari), Daniela Ducato (presidente Fondazione Territorio Italia), Gianluca Cocco (responsabile RAS Strategia regionale Sviluppo Sostenibile) e Ester Cois (sociologa dell’Ambiente e del Territorio, Università di Cagliari). A Pierluigi Stefanini (presidente ASVIS) le conclusioni finali.

    Alle 19 nello stand “Green Library – 170 Libri per la Sostenibilità. Biblioteche di pubblica lettura per l’Agenda 2030” (a cura di Legacoop Culturmedia e delle Cooperative associate, presente anche nelle restanti giornate) dedicato alle pubblicazioni sullo sviluppo sostenibile già reperibili nel sistema bibliotecario regionale, gli ospiti potranno visionare e approfondire le tematiche trattate nei volumi, oltre a scoprire dove poterli prenotare.

    Inizialmente previsto alle 21 in piazza Duomo, Giobbe Covatta si fa in due per venire incontro alle tante prenotazioni da parte del pubblico oristanese (ogni spettatore riceverà via mail l’indicazione di quale delle due recite potrà seguire): il popolare attore tarantino di nascita e napoletano d’adozione sarà così in scena al Teatro Garaualle 19.45 e poi alle 21.45 con il suo spettacolo “6° (sei gradi)”. Dopo aver calcato i palcoscenici con gli spettacoli “7” (come i sette vizi capitali) e “30” (come gli articoli della carta dei diritti dell’uomo), Giobbe Covatta propone ancora un numero come titolo del suo lavoro: in questo caso il numero 6 racchiude in sé un forte significato simbolico, richiamando l’aumento in gradi centigradi della temperatura del nostro pianeta. Covatta si muove abilmente nel futuro prossimo, in momenti nei quali la temperatura media della terra sarà aumentata di uno, due, tre, quattro, cinque e sei gradi. I personaggi che vivranno in queste epoche saranno i nostri discendenti e avranno ereditato da noi il nostro patrimonio economico, sociale e culturale ma anche il mondo nello stato in cui glielo avremo lasciato. Ma come sarà il mondo la cui temperatura media sarà più alta di un grado rispetto a oggi? E quando i gradi saranno due? E riuscire ad evitare aumenti superiori che porterebbero inevitabilmente alla nostra estinzione? Uno spettacolo, dunque, in cui comicità, ironia e satira si accompagnano alla divulgazione scientifica su quelli che sono senza dubbio i grandi temi del nostro secolo: sostenibilità del pianeta e delle sue popolazioni. Un’occasione di divertimento ma anche di profonda riflessione, per comprendere i motivi per cui è necessario agire oggi per evitare conseguenze catastrofiche per la Terra.

    Venerdì (30 settembre) il Festival delle Peschiere approda a Marceddì, frazione del Comune di Terralba, per una giornata ricca di appuntamenti. Alle 10, nel piazzale antistante il Museo del Mare, è in programma il laboratorio “Educazione ambientale, una soluzione sostenibile”, evento dedicato ai CEAS (Centro di Educazione all’Ambiente e alla Sostenibilità) della rete INFEAS (Informazione, Formazione ed Educazione all’Ambiente e alla Sostenibilità) Sarda e alle scuole con il kit didattico “Il miglior viaggio della tua vita”. Gli educatori ambientali saranno impegnati in questa occasione a rendere comprensibile la complessità del mondo attuale. A condurre l’appuntamento, dopo i saluti di Maura Mura, assessora all’Ambiente del Comune di Terralba, saranno Gianluca Cacciotto (CEAS Nuoro e Cooperativa Alternatura) e Gabriella Deriu (CEAS Bolotana). A Gianluca Cocco (responsabile RAS Strategia regionale Sviluppo Sostenibile) spetterà il compito di trarre le conclusioni dell’iniziativa.

    Nel pomeriggio, alle 16,sarà ancora il piazzale antistante il Museo del Mare a ospitare la tavola rotonda “Finanza, una soluzione sostenibile”: aperta dai saluti di Milo Pinna, assessore allo sviluppo sostenibile del Comune di Terralba, e introdotta e moderata da Riccardo Barbieri (vice Presidente e componente Comitato Sostenibilità di BPER Banca), proporrà gli interventi di Michele Vietti (presidente A.N.FI.R. – Associazione delle Finanziarie Regionali), Maria Chiara Di Guardo (professore Ordinario di Organizzazione Aziendale all’Università degli Studi di Cagliari), Carlo Mannoni (direttore generale della Fondazione di Sardegna), Alessandro Messina (responsabile Finanza d’Impatto in Avanzi), Sabrina Gigli (professore Associato di Economia Aziendale all’Alma Mater di Bologna), Valentina Zadra (presidente di A Impact Sicaf EuVECA – fondo d’investimento ad impatto sociale) e Stefano Sulis (responsabile Crediti del Banco di Sardegna). Le conclusioni saranno affidate in questa occasione al direttore generale Coopfond Simone Gamberini.

    Alle 17.30 i lavori proseguiranno con la tavola rotonda “Lavoro, una soluzione sostenibile”, introdotta da Ignazio Angioni (vice Presidente Legacoop Sardegna) e moderata da Rita Ghedini (presidente Legacoop Bologna e responsabile nazionale Legacoop Tavolo Lavoro), dopo i saluti del sindaco di Terralba Sandro Pili, vedrà la partecipazione di Alessandra Zedda (assessora al Lavoro – Regione Sardegna), Cristina Deidda (direttrice INPS Toscana), Maurizio Sacconi (presidente Amici di Marco Biagi, già Ministro del Lavoro), Cesare Damiano (presidente Associazione Lavoro e Welfare, già Ministro del Lavoro), Gianna Fracassi (vice Segretaria Generale Nazionale CGIL), Luigi Sbarra (segretario Generale CISL), Carlo Bonomi (presidente nazionale Confindustria) e Giovanna Cocco (responsabile CEAS Sant’Antioco). Conclusioni finali di Mauro Lusetti (presidente nazionale Legacoop).

    Dalle 16 sarà operativo il gazebo del progetto “Green Library – 170 Libri per la Sostenibilità. Biblioteche di pubblica lettura per l’Agenda 2030”, mentre alle 19 aprono l’area ristoro curata dalla Cooperativa Pescatori e lo stand per i piccoli assaggi del Consorzio di Tutela del Pecorino Romano.

    Poi, alle 21, luci e amplificatori accesi nel lungomare di Marceddì per il concerto della cantante, ballerina, percussionista e cantautrice ivoriana Dobet Gnahoré, una delle stelle più brillanti e talento tra i più sorprendenti dell’attuale panorama musicale africano, capace di rivisitare in chiave moderna suoni e suggestioni afropop della Costa D’Avorio in nuove e entusiasmanti direzioni. Vincitrice di un Grammy nel 2010, la Gnahoré è famosa per i suoi sorprendenti passi di danza, la potente presenza scenica e lo stile vocale ricco di emozioni. In Sardegna proporrà un repertorio che spazierà anche per il suo sesto album, “Couleur”, pubblicato per l’etichetta Cumbancha nel 2021, lavoro capace di rompere con i suoi stili acustici passati, per creare un disco pieno di groove ballabili, ritmi elettronici, agili linee di chitarra elettrica e accattivanti melodie.

    Per la sua ultima giornata, sabato primo ottobre, il festival pianta le tende alla Peschiera Mar’e Pontis, un vero e proprio pezzo di storia della Sardegna, e in particolare di quella dei pescatori di Cabras. Primo appuntamento in agenda alle 17.30 con la tavola rotonda “Cultura, una soluzione sostenibile”, aperta dai saluti del sindaco di Cabras Andrea Abis e dall’introduzione a cura di Iose Moica (vice Presidente nazionale Culturmedia). All’incontro, moderato da Massimo Mancini (direttore del Teatro di Sardegna), parteciperanno Andrea Biancareddu (assessore Pubblica Istruzione e Beni Culturali della Regione Autonoma della Sardegna), Paola Serrittu (Founder Landworks), Alessandra Gariboldi (presidente Fondazione Fitzcarraldo), Antonio Ricciu (responsabile CEAS Aristanis), Luisa Zedda (presidente Isforcoop), Carmelana Nuvoli (coordinatrice Sistema Bibliotecario dell’Anglona e Bassa valle del Coghinas) e Vincenzo Santoro (responsabile nazionale ANCI Cultura) con le conclusioni a cura di Pierluigi Stefanini (presidente ASVIS).

    Dalle 17, consueto spazio per il gazebo del progetto “Green Library – 170 Libri per la Sostenibilità. Biblioteche di pubblica lettura per l’Agenda 2030” mentre alle 19 apre l’area ristoro a cura della Cooperativa Pescatori.

    Gran finale, alle 21, con la cantante maliana Oumou Sangaré, considerata una delle più grandi e influenti voci africane, anche impegnata nel campo economico e dell’azione sociale, soprattutto a sostegno dell’emancipazione femminile. Cresciuta nei quartieri poveri di Bamako, sulle scene musicali dalla fine degli anni Ottanta, l’artista ha da tempo sfondato le barriere che separano continenti e stili musicali, arrivando a diventare un riferimento nella storia della musica africana contemporanea. Tra le sue “pietre miliari”, tutte pubblicate dall’etichetta World Circuit, “Ko Sira” (1993), “Worotan” (1996) e “Seya” (2009), quest’ultimo nominato per un Grammy nella categoria Best World Music Album. Dall’isolamento forzato della pandemia del 2020, sono nate le undici canzoni di “Timbuktu”, il suo album più recente (prima uscita per la sua etichetta Oumsang, aprile di quest’anno), che intreccia intime connessioni sonore tra gli strumenti tradizionali dell’Africa occidentale e quelli legati alla storia del blues, in particolare il kamele n’goni e i suoi lontani eredi, il dobro e la chitarra slide. E proprio con queste sonorità Oumou Sangaré calcherà il palcoscenico allestito alla Peschiera Mar’e Pontis, per chiudere in bellezza la prima edizione del Festival delle Peschiere.

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