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    La Giunta il male maggiore della Sardegna, oppure il suo presidente?

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    Ieri il presidente Christian Solinas ha azzerato la Giunta meno operativa della storia della nostra Isola.

    Una giunta inoperosa su tutti i fronti, dal lavoro alla programmazione, dall’industria alla sanità. Colpa della giunta? Forse sì o forse no, di certo il presidente ha messo del suo, completamente assente sullo scenario politico regionale. Assente da quasi tutti gli eventi dell’Isola.

    A parlare con la gente in tanti, tantissimi non ricordano nemmeno il nome del presidente, lo conoscono come “Solinas”, ma è un impresa far ricordare il nome proprio perché non è mai entrato dentro le case dei sardi.

    Una Regione che ha dimostrato di essere assente sui trasporti, con le mille difficoltà da parte dei turisti a pagare un prezzo decente per raggiungere la Sardegna e ancora peggio non è riuscita a fare alcunché di quel programma sulla sanità tanto decantato nel periodo di campagna elettorale tra il 2018 e gennaio del 2019.

    La nuova giunta sarà quella dei trombati? Chissà, intanto circola il nome di Doria alla sanità: magari non avrà alcun incarico, ma lui è uno dei tanti che alle politiche non ce l’ha fatta e quindi potrebbe avere, diciamo così, il “contentino” nello nuovo schieramento.

    I sardi si augurano che questo sipario cali al più presto e chi è chiamato a lavorare lo faccia realmente, in maniera certosina, nell’interesse della nostra bella Isola. Perché il rischio è che il presidente rimanga e “sia d’esempio” agli altri e quindi che nulla cambi: secondo un’antica tradizione sono infatti i “genitori” ad essere d’esempio per i “figli” e anche in questo caso vale questo accostamento. Se il presidente fa poco o niente, come possiamo pretendere che la Giunta lo scavalchi e faccia meglio?

    Alessandro Manzoni nell’ode “Il Cinque Maggio” scrisse la famosa frase “Ai posteri l’ardua sentenza” e anche i sardi avranno il pesante lascito di qualcosa che ancora non si vede, ma che per fortuna saranno presto chiamati a giudicare.

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