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    Caro energia, assessori Salaris e Fasolino incontrano Anci e Cal

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    I meccanismi di riparto delle risorse stanziate in favore degli Enti locali nell’ultima variazione di bilancio, pari a 37 milioni di euro, al centro della riunione che si è svolta questa mattina a Sassari. Gli Assessori degli Enti locali, finanze e urbanistica, Aldo Salaris, e della Programmazione e Bilancio, Giuseppe Fasolino (in collegamento), hanno incontrato i rappresentanti di Anci e Cal, interessati dalla misura che ha come obiettivo quello di dare un sostegno concreto agli Enti locali, le cui casse risultano gravate dall’emergenza Covid e dal caro-energia. Si tratta di risorse che potranno essere utilizzate per continuare a garantire i servizi oggi messi a rischio proprio dall’aumento dei costi energetici. Se a livello nazionale sono stati destinati per il caro energia 150 milioni per 8mila comuni, la Regione Sardegna con fondi propri ne ha destinati 37 per la copertura delle spese di 377 Comuni, a testimonianza dello sforzo messo in campo per sostenere quanto più possibile, e  anche in questa fase, i territori.

    All’incontro seguirà un aggiornamento che porterà a una bozza di lavoro finalizzata ad assicurare il massimo supporto della Regione, che, ha spiegato l’Assessore Salaris, “si impegna a predisporre un vincolo che lega in maniera chiara la destinazione dei fondi al caro-energia, evitando così che le risorse vengano spese per altro come, eventualmente, la copertura del disavanzo”.

    “Continueremo a lavorare in un clima di grande collaborazione, positivo e orientato a fornire il massimo sostegno ai Comuni, così come nelle intenzioni del provvedimento presentato dalla Giunta e approvato poi dal Consiglio regionale”, ha detto l’Assessore Salaris accogliendo la richiesta di chiarimenti da parte dei rappresentanti degli Enti locali. I criteri per l’assegnazione delle risorse ai Comuni (32 milioni) seguiranno quelli del fondo unico. Le risorse saranno ripartite per il 40 per cento in parti uguali; per il restante 60 per cento in proporzione alla popolazione residente in ciascun Ente al 1° gennaio dell’anno precedente. Per quanto riguarda invece i 5 milioni di euro aggiuntivi e messi a disposizione delle Unioni dei Comuni, verrà determinato a breve il criterio di ripartizione.

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