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    Spopolamento in Sardegna, crescono le risorse per l’acquisto della prima casa nei comuni sotto i 3 mila abitanti

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    Dopo l’innalzamento della misura in favore delle attività produttive nei Comuni sotto i 3mila abitanti – le cui risorse sono passate con l’ultima variazione di bilancio da 60 a 120 milioni nel triennio e a cui ora, con la legge di stabilità si aggiungono altri 40 milioni di euro per l’annualità 2025 – la Regione sempre con la Finanziaria appena approvata in Giunta rafforza la cifra messa a disposizione per l’acquisto della prima casa, che passa da 15 a 25 milioni per chi nel 2023 decide di trasferirsi in un piccolo Comune, aggiungendo inoltre altri 15 milioni per il 2025.

    Le risorse messe a disposizione per combattere lo spopolamento attraverso le tre principali linee d’azione (bonus nascita, agevolazioni per le attività produttive, mutui prima casa) sono state tutte confermate, prevedendo anche le risorse per il 2025. Dal 2023 cresce anche la dotazione per il bonus nascita dato che il contributo è valido per i cinque anni di vita del bambino, quindi all’annualità di nascita (nuovi nati nell’anno di riferimento) si somma l’agevolazione data ai nati negli anni precedenti. Solo nella Finanziaria appena approvata sono stanziati per il bonus nascita complessivamente 99 milioni di euro che si aggiungono ai 7 milioni stanziati per l’anno 2022, le cui richieste sono state tutte soddisfatte: alla misura prevista per il triennio 22-24 di circa 60 milioni si aggiungono quindi i  46 milioni dell’annualità 2025 che portano la somma complessiva a 105 milioni di euro fino al 2025, destinata ancora a crescere fino al 2026 (il bonus bebè comprende le annualità 2022-23-24-25-26).

    “La Sardegna, col rafforzamento di queste misure e con le altre numerose azioni collaterali avviate dall’inizio della Legislatura e finalizzate a sostenere e rinvigorire i territori più fragili, si conferma un esempio a livello nazionale e internazionale quale soggetto istituzionale impegnato a combattere la desertificazione dei territori e lo spopolamento dei Comuni”, spiega il Presidente della Regione Christian Solinas. 

    “La Sardegna è interessata ormai da anni da processi di trasformazione che si ripercuotono sui territori più fragili, svuotati dal punto di vista demografico e sempre più poveri dal punto di vista economico – spiega l’Assessore della Programmazione e del Bilancio, Giuseppe Fasolino – è per combattere questi mali atavici che abbiamo programmato una ingente quantità di risorse individuando le tre linee d’azione più utili a dare nuova vita ai territori”. Nel corso degli incontri con il paternariato economico e sociale e con i principali soggetti che operano a livello territoriale (associazioni sindacali e datoriali e rappresentanti degli Enti locali) voluti dall’Assessore Fasolino in un’ottica di confronto e dialogo era emersa la necessità di incentivare l’acquisto della prima casa, considerata tra le migliori leve per contrastare lo spopolamento. Da qui, considerato anche l’interesse che il provvedimento sulla prima casa sta riscuotendo, la decisione di rafforzare la misura in Finanziaria già per il nuovo anno.

    Se per il bonus nascita sono stati stanziati circa 105 milioni di euro, la dotazione per le attività svolte dalle imprese, dai lavoratori autonomi e dai liberi professionisti è cresciuta di 20 milioni ad anno, passando da 60 a 120 milioni di euro, a cui si aggiungono altri 40 milioni di euro per il 2025. Alla misura in favore delle attività produttive, a partire dal 2023 si aggancia quella di accompagnamento delle imprese (comprese le nuove) che prevede, appunto dal prossimo anno, un contributo nella forma del credito d’imposta fino al 40% delle imposte versate, con il fine di sgravare le attività economiche dagli elevati costi dell’imposizione fiscale. Anche in questo caso è prevista l’estensione per il 2025 con un’aggiunta di risorse pari a 40 milioni di euro.Per l’acquisto o la ristrutturazione della prima casa le famiglie potranno usufruire da ieri di altri 10 milioni per il 2023, che si aggiungono ai 45 milioni già stanziati per il triennio e ai 15 riferiti al 2025, facendo lievitare il monte risorse a 70 milioni complessivi (i 10 appena aggiunti non possono essere impiegati per le ristrutturazioni ma solo per l’acquisto).

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