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    Abbanoa, Filctem Cgil, Femca Cisl e Uilctec Uil chiamano in causa Christian Solinas

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    Il prossimo passo sarà lo sciopero ma c’è ancora una possibilità di ristabilire un clima sereno tra i lavoratori già in stato di agitazione e i vertici Abbanoa: Filctem Cgil, Femca Cisl e Uilctec Uil chiamano in causa il presidente della Regione e gli chiedono di farsi garante di un nuovo corso.

    Da tempo i sindacati rivendicano una soluzione alla vertenza lasciando in sospeso, per senso di responsabilità verso il ruolo pubblico essenziale di un’azienda come Abbanoa, le azioni di lotta più eclatanti, ma ora la misura è colma, al presidente della Regione la scelta di intervenire per sanare la situazione o lasciarla andare alla deriva.

    “Da anni cerchiamo di avere un dialogo con i diversi rappresentanti della società che si sono avvicendati – scrivono i segretari regionali Francesco Garau, Marco Nappi e Pierluigi Loima nella più grande azienda industriale della Regione sembra impossibile ristabilire il rispetto dei principi cardine della contrattazione collettiva”.

    Il lavoro svolto dalle lavoratrici e dai lavoratori di Abbanoa non viene riconosciuto, né dal punto di vista professionale e organizzativo né sotto il profilo economico: è una situazione intollerabile, per di più in una società che svolge un servizio essenziale per i cittadini. “Un servizio – sottolineano le categorie – garantito grazie all’abnegazione dei dipendenti, anche nel periodo più duro della pandemia, quando il lavoro da remoto ha prodotto evidenti miglioramenti gestionali nei confronti dei servizi al cittadino”.

    A tutto questo si aggiunge la mancata condivisione con sindacati e RSU dei piani strategici che periodicamente vengono aggiornati, né tanto meno le modifiche organizzative. “Scelte discutibili, e unilaterali, che hanno azzerato le relazioni sindacali con un crescente malcontento delle maestranze”.

    Per queste ragioni, già dallo scorso 17 novembre è stato proclamato uno stato di agitazione con lo scopo di rimettere al centro la discussione sui diritti delle lavoratrici e dei lavoratori che, a maggior ragione in un’azienda come questa, non dovrebbero essere oggetto di discussione.

    Al momento però, nulla è cambiato e l’ultimo atto della vertenza, per evitare contrasti ulteriori che potrebbero anche sfociare in uno sciopero, è la richiesta di un intervento da parte del presidente della Regione: “Le chiediamo un incontro urgente visto che anche nel recente passato gli interventi degli assessori da lei delegati non hanno sortito effetti – scrivono Garau, Nappi e Lai – così da definire al più presto un percorso che rimetta in carreggiata le dinamiche sindacali in Abbanoa”.

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