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    Orari ridotti per lo psichiatra in carcere, grave disservizio per i detenuti di Uta

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    “L’assenza per malattia di una psichiatra e la necessità per l’altra di fruire delle ferie ha imposto una riduzione del servizio per due settimane nella Casa Circondariale di Cagliari-Uta dove la percentuale di persone con gravi disturbi mentali è oltre il 50%. Una realtà drammatica che si aggiunge alle altre carenze professionali di specialistica. Continuano infatti a mancare da mesi dermatologia, ginecologia, oculistica e neurologia. Mentre la psichiatra in ferie sarà costretta e garantire la presenza in Istituto una volta alla settimana, un gesto di generosità che però non cancella l’emergenza”. Lo sostiene Maria Grazia Caligaris dell’associazione “Socialismo Diritti Riforme”  sottolineando che “le carenze di specialisti gravano pesantemente sulle persone detenute ma anche su Sanitari e Agenti Penitenziari in servizio”.

    “Le problematiche della sanità penitenziaria – osserva – sono legate anche alla normativa vigente. La cura e il monitoraggio della malattia per una/un paziente detenuta/o ha necessità di un’organizzazione flessibile. Attualmente qualunque richiesta è fortemente burocratizzata. Così il più delle volte il livello essenziale di assistenza non viene garantito. Nella situazione venutasi a creare dopo la pandemia si registra il fuggi fuggi anche dei Medici penitenziari e il rifiuto di molti di loro di accettare un incarico negli Istituti di Pena. C’è poi il problema del numero delle ore assegnate agli specialisti. Insomma non è più tempo di soluzione tampone. Occorre un intervento strutturale e una verifica dello stato dell’arte”.

    “Anche il ricorso all’ospedale per urgenze – ricorda la referente di SDR – non può diventare prassi quotidiana e disporre di un reparto ospedaliero dedicato deve diventare una priorità come del resto aveva assicurato l’assessore regionale della Sanità Carlo Doria. Garantire il diritto alla salute di tutte le persone senza aggettivi è un atto di responsabilità. Lo ancora di più per chi non può agire tempestivamente essendo privato della libertà”.

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