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    Cagliari, la strada è davvero quella giusta?

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    «Non va!». Forse direbbe proprio così Sandro Piccinini, commentando l’avvio di campionato del Cagliari e in particolare l’incontro con l’Udinese in cui i rossoblù mancano ancora una volta l’appuntamento coi tre punti. Pur non disputando una partita eccelsa i sardi ci provano a più riprese, soprattutto con Deiola che getta alle ortiche quattro nitide occasioni. Ma non possiamo addossare tutte le colpe al centrocampista di San Gavino che, sì, ha qualche gol nelle gambe, ma non può risolvere da solo i gravi problemi di cui soffre l’attacco del Cagliari. Una sola rete messa a segno in quattro partite è un dato che deve allarmare Ranieri e i suoi collaboratori, visto che la pericolosità degli attaccanti non aumenta nemmeno con le variazioni dell’assetto tattico. D’accordo, ha ragione il Mister, non è un’idea geniale quella di far giocare una gara di campionato alle 12.30, a settembre, nel capoluogo sardo. Il caldo si è fatto sentire e la partita, specialmente nel corso del primo tempo, è stata tutto sommato bloccata. Ma le lacune dei rossoblù in zona gol sono emerse anche nelle precedenti gare disputate in orari più consoni.

    Il tecnico romano, fresco cittadino onorario di Cagliari, ha provato a sorprendere il suo avversario Sottil schierando il 3-5-2 e mettendosi “a specchio” rispetto ai friulani. Probabilmente per giocare di più sulle corsie esterne e per servire palloni utili a Pavoletti, ma le intenzioni spesso si scontrano con la realtà. Il centravanti numero 30 riceve poche palle giocabili, alcune le perde, ma soprattutto non si rende mai pericoloso dalle parti di Silvestri. Va un pochino meglio con l’ingresso di Shomurodov, che prima si rende protagonista di una bella progressione in avanti con un passaggio al centro verso Luvumbo, poi serve un gran pallone a Deiola che col sinistro sfiora il palo più lontano. Già, Luvumbo. I compagni dovrebbero sempre prendere esempio da lui. Per Ranieri «è un diamante da sgrezzare», ma perlomeno non si risparmia, mette scompiglio nella difesa avversaria, prende sportellate e a pochi minuti dall’intervallo prende anche un palo. I problemi, come dicevamo, nascono quando ci si sposta al centro dell’attacco, visto che i calciatori a disposizione non accendono la fantasia. Oltre ai già citati Pavoletti e Shomurodov, al momento rimane Andrea Petagna che, indisponibilità per questa gara a parte, non è affatto un bomber di razza e non è giunto in Sardegna con un fisico esattamente tirato a lucido. Non ci resta che aspettare Lapadula e sperare che l’italo-peruviano abbia la stessa vivacità in zona gol che ha caratterizzato l’ultima stagione in Serie B.

    La critica è sacrosanta ma non bisogna essere spietati, passiamo dunque alle note positive. Partiamo da un calciatore che ben conosciamo, Dossena, che al centro della difesa conferma di essere una sicurezza. Uno dei migliori in campo è stato sicuramente Matteo Prati, all’esordio in maglia rossoblù. «Ha giocato da veterano», ha dichiarato Ranieri, e in effetti alcune verticalizzazioni e la personalità con cui è andato a battere alcuni calci piazzati fanno ben sperare. Chissà che non possa diventare il fulcro del centrocampo del Cagliari, consentendo il passaggio in pianta stabile a un modulo che contempli la presenza di un play e di due mezzali. Dal canto suo, Prati nel post partita si è detto «orgoglioso della scelta», esternando la sua voglia di emergere in Serie A e di lavorare sotto la guida di un allenatore esperto come Ranieri. Un altro voto sopra la sufficienza va senza dubbio ad Hatzidiakos, anche lui alla prima in Serie A: buon esordio, concentrato e attento nelle rare occasioni in cui l’Udinese si rende pericolosa. Ed è proprio una delle sortite offensive friulane ad esaltare i riflessi di Radunovic, che si riscatta dopo l’insufficiente prova di Bologna e salva i rossoblù su una conclusione a botta sicura di Lucca.

    «Se avessimo vinto 2-0 o 3-0 non ci sarebbe stato niente da dire», ha dichiarato Ranieri in conferenza stampa. In effetti, se si parlasse di un incontro di boxe, il Cagliari avrebbe “vinto ai punti”. Se Deiola, Luvumbo e Dossena avessero trovato miglior sorte sotto porta o se Nandez, in pieno recupero, avesse calciato con forza un pallone crossato dalla sinistra, probabilmente sarebbe arrivata la prima vittoria. Con i “se” e con i “ma”, però, non si fa la storia e al Cagliari rimane il misero bottino di due punti in quattro partite. Ranieri nel dopo partita ha detto di essere contento per aver inserito negli undici titolari nuovi elementi come Hatzidiakos e Prati, dribblando abilmente la domanda sull’attuale posizione in classifica. Non ha potuto però esimersi dal rispondere a una domanda riguardante il calendario, che proporrà nel giro di 20 giorni Atalanta a Bergamo, Milan alla Domus nel turno infrasettimanale del 27 settembre, Fiorentina al “Franchi” e Roma in casa prima della prossima sosta per le Nazionali. «Ragioneremo partita dopo partita e tireremo le somme dopo queste quattro sfide complesse», la laconica risposta di Ranieri, uomo fin troppo intelligente per non capire che qualcosa non va.

    Luca Pes

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