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    CAGLIARI, E DUE! ALLA DOMUS CADE ANCHE IL GENOA

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    “Finalmente, era ora!”. È questo il pensiero dei tifosi rossoblù al triplice fischio della gara della Unipol Domus contro il Genoa. Per la prima volta in questa stagione il Cagliari è fuori dalla zona rossa della classifica, in attesa che l’Empoli scenda in campo in quel di Frosinone. Dopo due mesi e mezzo di apnea, dunque, gli uomini di Ranieri hanno la percezione che l’obiettivo salvezza sia assolutamente alla portata. L’impatto con la massima serie non è stato facile, vuoi per i tanti avversari di livello incontrati nelle prime giornate, vuoi per le carenze della squadra in zona gol. Soprattutto il pareggio casalingo a reti bianche contro l’Udinese ha dato la misura di quanto fosse difficile per gli uomini di Ranieri far gol e di conseguenza ottenere punti anche contro le cosiddette “piccole”.

    Tre gol segnati in otto partite: una miseria. Fino alla gara di Salerno in cui qualcosa, due gol messi a segno negli ultimi dieci minuti, si è mosso. È però la partita col Frosinone lo spartiacque di questa prima parte della stagione. Il match che ci ha regalato un Cagliari che nelle ultimissime gare è sceso in campo con una maggiore consapevolezza sotto porta. Otto gol negli ultimi sette giorni, considerando anche la gara di Coppa Italia. Due rimonte. Una squadra che si fa riprendere dal Genoa e porta la partita a casa rialzandosi e piazzando il colpo letale. La grinta e la capacità di non abbattersi, dunque. Tratti caratteristici del “nuovo” Cagliari che erano spesso mancati in avvio di stagione. L’identità, altro elemento da cui non si può prescindere. E il Cagliari ora ne ha una ben definita, da quando scende in campo col 4-3-1-2 e ha pochi riferimenti in avanti, almeno in avvio di partita.

    Non si è ancora conquistato nulla, questo è chiaro. Il campionato è ancora lungo. Lunghissimo. Ma la seconda vittoria consecutiva in casa è un segnale forte alle rivali nella corsa salvezza. Cagliari-Genoa è stata una partita tutt’altro che trascendentale. Nel primo tempo pochissime emozioni, con il Cagliari che ci prova nei primi minuti con Luvumbo e alla mezz’ora con Mancosu che prova a ripetere lo straordinario pallonetto di Perugia dello scorso campionato. Vanno però più vicino al gol i Grifoni che colpiscono una traversa con Vasquez. Dopo una rete annullata a Luvumbo nel finale di tempo, la ripresa parte decisamente in maniera positiva per il Cagliari che va in gol con un mancino di Viola, ben servito da uno scatenato Oristanio. Due minuti e mezzo più tardi Goldaniga la combina grossa e nel maldestro tentativo di rinviare la sfera, consente a Gudmundsson di pareggiare con un gran girata che supera Scuffet. Ma è proprio la ritrovata capacità del Cagliari di non arrendersi mai che consente ai rossoblù di andare vicino al gol nel giro di pochi secondi con Zappa e lo scatenato Luvumbo, che nella stessa azione era finito a terra reclamando un calcio di rigore. Il gol arriva comunque dopo un quarto d’ora grazie a una strepitosa azione di forza di Petagna che dialoga con Makoumbou e poi serve Zappa che infila Martinez. Nel finale c’è ancora tempo per una gran fuga verso la porta di Azzi che sfiora il palo, una girata di Dragusin di poco alta sulla traversa, ma soprattutto una colossale occasione capitata sui piedi di Puscas, che lasciato tutto solo a tu per tu col portiere consente a Scuffet di mettere la sua firma su questa vittoria.

    Zappa e Pavoletti hanno realizzato i gol decisivi nelle due vittorie ottenute in questo campionato. Proprio loro che nella notte di Bari, con un assist e un gol, hanno spedito il Cagliari nell’élite del calcio italiano. Forse un segno del destino. Sicuramente un segno di continuità col passato. Un passato che, a volte, ritorna. E porta il nome di Claudio Ranieri. L’allenatore dalla calma olimpica che predicava serenità e infondeva fiducia anche quando sembrava che la terra mancasse sotto i piedi. Sei degli ultimi sette gol segnati dal Cagliari in campionato sono arrivati da calciatori subentrati, cambi in corso d’opera che portano risultati. Segno che il primo artefice di questo cambiamento in casa rossoblù è proprio lui, il Mister che già in occasione del primo campionato in A in terra sarda, nel 1990-91, si rese protagonista di una miracolosa salvezza. Il tecnico si è mostrato molto soddisfatto dell’impatto offensivo della squadra che «dieci giorni fa non segnava nemmeno con le mani», sottolineando che «bisogna comunque migliorare sotto alcuni aspetti».

    Molto soddisfatto anche il patron Tommaso Giulini, che come al solito ha esternato il suo pensiero attraverso il profilo X. «Fame, cultura del lavoro, la voglia di essere l’uno per l’altro. Avanti così, giorno dopo giorno, una gara alla volta!», queste le sue parole.

    E giorno dopo giorno questa settimana ci avvicinerà alla sfida di sabato (ore 18) all’Allianz Stadium contro la Juventus. Un match apparentemente proibitivo, tenuto conto della striscia positiva dei bianconeri. Ma in un campionato in cui anche le big non hanno rose stellari, è d’obbligo provarci e scendere in campo sempre con la stessa fame, al di là dell’avversario che si ha di fronte.

    Luca Pes

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