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    Sassari, al via i lavori del seminario ASSLA “Area mediterraneo-America Latina: strumenti di cooperazione. In memoria di Giuseppe Grosso”

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    Iniziati il 1 dicembre, proseguiranno il 2 dicembre i lavori del seminario “Area mediterraneo-America Latina: strumenti di cooperazione. In memoria di Giuseppe Grosso” che si tengono nella sala conferenze della Fondazione Banco di Sardegna a Sassari. Il seminario è stato organizzato dall’ISPROM (Istituto di Studi e Programmi per il Mediterraneo)  per celebrare i 50 anni di vita associativa e di ricerca scientifica di ASSLA (Associazione di Studi Sociali Latinoamericani), costituita a Roma il 12 luglio 1973, ma che da decenni opera nel capoluogo turritano, con sede in Piazza d’Italia 32. Essa si occupa di relazioni tra America Latina e Europa nell’ambito delle scienze giuridiche e sociali.

    I lavori seminariali sono stati aperti da Francesco Sanna, presidente dell’ISPROM e dai soci “storici” di ASSLA: il giurista Giovanni Lobrano, il sociologo Alberto Merler, docenti emeriti dell’Università di Sassari, nonché da Riccardo Cardilli, rappresentante di CEISAL (Consiglio Europeo di ricerca sociale in America Latina), da Emilssen González de Cancino, componente colombiana del Comitato Latinoamericano per la diffusione del diritto romano, e dallo spagnolo Antonio Colomer Viadel, responsabile di IBEM (Istituto Iberomericano e del Mediterraneo). Per questo importante anniversario, sono giunti studiosi di diverse discipline provenienti dall’Europa (Italia e Spagna) e dal continente americano (Brasile, Colombia, Cuba, Messico, Perù e Venezuela) per affrontare le seguenti tematiche: “Sistemi giuridici e sistema giuridico latinoamericano (Blocco romano-indigeno)”; “Ambiente e cambiamento climatico”; “Persona, famiglia e cittadinanza”; “Costituzionalismo e difensori del popolo”; “Municipi e ruolo internazionale delle città”.

    Per sottolineare l’internazionalità dell’evento, al seminario partecipano anche i consoli onorari del Messico, Renato Chiesa, e dell’Uruguay, Martino Contu, quest’ultimo anche nelle vesti di Segretario Generale del Corpo Consolare della Sardegna (CCS): istituzione che raggruppa 27 consoli in rappresentanza di 25 Paesi del mondo, così suddivisi: 19 Stati dell’Europa (Austria, Belgio, Bielorussia, Danimarca, Francia, Germania, Gran Bretagna e Irlanda del Nord, Grecia, Malta, Norvegia, Paesi Bassi, Polonia, Principato di Monaco, Repubblica Ceca, Spagna, Svezia, Svizzera, Ucraina, Ungheria);  2 dell’Africa (Lesotho, Senegal), 2 dell’Asia (Filippine, Bangladesh) e 2 dell’America. Una presenza consolare qualificata che intende sottolineare il ruolo fondamentale della cooperazione internazionale da un lato, ma anche la possibilità per le autorità consolari isolane e del CCS di collaborare con l’ASSLA e l’ISPROM e di diventare essi stessi soggetti di cooperazione nel quadro di una rete allargata e interdisciplinare finalizzata a condividere conoscenze e prospettive sulla cooperazione tra Sardegna, Italia e America Latina e per sottolineare l’importanza del dialogo interculturale e interdisciplinare.

    Il seminario diventa un momento di confronto tra due continenti; un confronto che Giorgio La Pira, nel lontano 1974, ha definito nei seguenti termini: “Le due aree, Europa e America Latina, sono una stessa area. C’è una unità di fondo”. E ciò appare ancor più vero se si tiene conto del massiccio fenomeno migratorio italiano diretto in America Latina tra Otto e Novecento, in particolare nell’area del Plata (Argentina e Uruguay), che ha contribuito a rendere meno lontane queste due aree geografiche, fisicamente distanti, ma culturalmente molto più vicine di quanto si possa pensare, anche grazie, per usare ancora le parole di La Pira, alla “scienza giuridica romana [che ha] saldamente cementa[to] e unifica[to]” l’America Latina e  il Vecchio Continente. “Unitas et pax orbis ex iure” (Unità e pace nella terra garantito dal diritto).        

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