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    Cagliari, con l’Empoli due punti lasciati per strada

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    È passato un altro treno diretto verso la salvezza, ma il Cagliari è rimasto nuovamente seduto ad aspettare. Dopo il disastroso secondo tempo di Verona (unica attenuante l’inferiorità numerica) che ha regalato i tre punti agli Scaligeri, la gara casalinga contro l’Empoli ci lascia una squadra che ha fatto decisamente troppo poco per riuscire a portare a casa la vittoria.

    Non che l’Empoli sia uno spettacolo per gli occhi degli appassionati. Ma i toscani nella prima frazione si muovono meglio in campo e si proiettano spesso nella metà campo avversaria, rendendosi pericolosi con Maldini e Cambiaghi. Per il primo squillo del Cagliari, quando Prati di testa colpisce l’esterno della rete, bisogna attendere ben 37 minuti. Non esattamente un atteggiamento consono per una squadra con l’acqua alla gola, che ha l’obbligo di azzannare questo tipo di partite fin dai primi minuti per portare a casa l’intera posta in palio. Lascia perplessi la scelta di Ranieri di far sedere inizialmente in panchina sia Luvumbo che Oristanio, tenendo conto del fatto che Pavoletti e Lapadula non son più due ragazzini e, un po’ per motivi anagrafici un po’ per caratteristiche tecniche, in questo momento faticano a trovare spunti giocando insieme. Non aiutano di certo sia Zappa che Azzi, esterni di giornata (Nandez out per una lesione muscolare di basso grado al gracile della coscia sinistra e Augello a casa per un attacco febbrile nella notte), che non sono esattamente due crossatori di alto livello e oggi hanno mostrato le proprie carenze in fase propositiva, anche se l’esterno destro è riuscito a combinare qualcosa in più nel secondo tempo. A proposito di Zappa, il numero 28 viene “graziato” dall’arbitro che, dopo aver dato il cartellino giallo per un fallo sulla trequarti, viene richiamato dal VAR per la valutazione di un possibile fallo da ultimo uomo (il rosso sarebbe stato sacrosanto); fortuna vuole che all’on-field review venga ravvisata un’infrazione commessa in precedenza da Walukiewicz su Pavoletti che invalida il resto dell’azione.

    Come spesso accade, Ranieri nell’intervallo fa una sorta di “mea culpa” rispetto alle scelte iniziali e corregge il tiro. Stavolta a farne le spese è il “fantasma” di Lapadula, lontano parente del bomber che abbiamo ammirato nello scorso torneo cadetto, che, già ammonito, lascia spazio a Luvumbo. L’angolano nella testa del Mister è sempre più una pedina da inserire a gara in corso, ma stavolta nemmeno i suoi guizzi danno i risultati sperati. Anche se nella ripresa qualcosa si muove, specialmente con Viola, che al 56’ sale in cattedra con le sue gesta. Prima da una sua punizione velenosa nasce il colpo di testa di Pavoletti che impegna severamente Caprile. Poi è lo stesso numero 10 rossoblù a infilare l’incerto (uscita disastrosa) estremo difensore empolese con un calcio da fermo ma l’arbitro, dopo un altro on-field review, annulla il gol perché ravvisa un tocco di Pavoletti (che inoltre trattiene vistosamente Walukiewicz) sul portiere. Dopo un’ottima occasione di Cambiaghi è lo stesso Viola a far tremare l’Empoli spedendo il pallone a pochi centimetri dal palo con un colpo di testa. Fino a giungere all’82’ quando il pomeriggio in prima linea del trequartista rossoblù termina sui guantoni di Caprile, che

    respinge un suo rigore non troppo angolato.

    C’è da chiedersi, piuttosto, cosa passi per la testa di Claudio Ranieri nei convulsi minuti che caratterizzano la seconda metà della ripresa. Minuti durante i quali in tanti si saranno domandati come mai il tecnico romano abbia atteso così tanto per effettuare i cambi (gli ingressi di Mancosu, Oristanio e Petagna arrivano all’89’!) e sparigliare le carte. «La squadra stava dando il massimo, perché avrei dovuto cambiare tanto per cambiare?», ha dichiarato il tecnico in conferenza stampa. Che ha poi aggiunto: «Nel finale mi son giocato il tutto per tutto, ne è un esempio l’occasione di Petagna», avvalorando la tesi che si sarebbero potute apportare modifiche allo schieramento qualche minuto prima per avere qualche chance in più. Una bella girata del numero 32 rossoblù al minuto 95 avrebbe in effetti potuto cambiare le sorti del match, ma un superlativo Caprile ha detto “no”. Non sempre la fortuna può baciare i rossoblù nei minuti finali e stavolta in pieno recupero non è arrivato il gol utile a dimenticare un’altra deludente prestazione.

    La Befana (6 gennaio, ore 18) porterà con sé tre punti da conquistare in quel di Lecce. Un avversario tosto ma non impossibile da battere. Ma servirà decisamente un altro Cagliari. Punti d’oro o carbone? Chi vivrà, vedrà…

    Luca Pes

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