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    Arbus: Sarà visitabile fino al 30 giugno la Mostra degliartisti Marta Romani e Karl Logge “il Labirinto nel Mare”,inaugurata il 27 aprile nel “Museo Antonio Corda Arti eMestieri Antichi della Sardegna”

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    Sabato 27 aprile, nel “Museo Antonio Corda Arti e Mestieri Antichi della Sardegna”, alla presenza del sindaco di Arbus Paolo Salis, dell’Assessore alla Cultura Alessandra Peddis e del proprietario del Museo Antonio Corda è stata inaugurata la Mostra degli artisti Marta Romani e Karl Logge che rimarrà aperta fino al 30 giugno p.v. Gli appassionati ed i visitatori potranno apprezzare 51 opere, fra dipinti e tessiture, tutte molto interessanti. È stata l’Assessora alla Cultura Alessandra Peddis ad introdurre l’evento e oltre ad illustrare a grandi linee la mostra ha voluto ripercorrere alcune iniziative che hanno visto l’Amministrazione Comunale collaborare con il Museo Corda fra le quali la mostra degli arazzi del Museo di Isili. “Grazie all’iniziativa del proprietario del Museo Corda – ha affermato l’Assessora – si inaugura un’importante mostra una prima personale in Sardegna degli artisti Marta Romani e Karl Logge dal titolo “Il labirinto nel mare”. – Due artisti – ha proseguito l’Assessora Peddis – appassionati entrambi della tessitura, che hanno appreso dal Maestro Chiara Vigo, famosissima per la tessitura del bisso. I due artisti hanno poi deciso di stare in Sardegna, esattamente a Calasetta”. la mostra è stata preceduta da un laboratorio di filatura e tessitura, in una sala del museo, per bambini e adulti, con la lana della pecora nera di Arbus in collaborazione con gli artisti Romani-Logge. “Il museo compie un anno dalla sua apertura – ha concluso Peddis – e in quest’arco di tempo ha giù organizzato diversi eventi. L’amministrazione comunale è particolarmente contenta di poter collaborare con questo museo e di avere a disposizione i suoi spazi per le iniziative che propone e intende portare avanti. È stato un anno veramente molto ricco, un anno che ha visto il museo come parte importante degli eventi culturali promossi come assessorato e per i quali io ho la delega”. Il sindaco di Arbus Paolo Salis ha sottolineato che l’incantevole cornice museale ha avuto un importante ruolo di stimolo culturale e sociale per l’intera comunità. “Ha la capacità – ha affermato – di divulgare e salvaguardare le tradizioni arburesi oltre a quelle di altre parti della Sardegna. La mostra di oggi degli artisti Romani e Logge rappresenta un esempio di come si possa produrre arte adattandosi alle tradizioni culturali, alle lavorazioni, dei luoghi frequentati”. Il sindaco ha ringraziato gli artisti per aver scelto di esporre le loro opere nel museo Corda ad Arbus e lo stesso proprietario del Museo perché ha creduto nella sua realizzazione dedicandovi buona parte della propria vita.

    Antonio Corda, proprietario del Museo ha precisato che in realtà sono stati i due artisti a proporsi dopo aver visitato la mostra degli arazzi di Isili presentata nel museo e che lui è stato ben felice di accogliere la loro proposta. Corda ha affermato che ad un anno di distanza dall’inaugurazione del museo avvenuta il 22 aprile 2023 le attività proposte e realizzate sono state tante. Ha ricordato che le attività hanno avuto inizio con l’evento “Monumenti Aperti nel maggio 2023 e che la stessa associazione ”Etno Museum”, ente del terzo settore,  creata per programmare le attività museali, ha un anno di vita. “La Serie di eventi sono stati realizzati grazie al grande contributo degli associati – ha continuato Corda – e per questo li ringrazio”. Il proprietario del museo si  è soffermato su alcuni eventi svolti:  l’interessante docufilm sulla vita di Grazia Deledda e la realizzazione di una particolare tombola “ “SA TUMBULA SARDA DE IS AIAS ANTIGAS”, nata da un’idea di Gianfranco Montisci. Una tombola che sta avendo un grande successo perché rappresenta gli oggetti presenti nel museo con il nome in lingua sarda. È stata poi la volta dell’artista Marta Romani che ha sostenuto che nel loro modo di fare arte usano tanti linguaggi e che ha trovato il luogo ideale in Sardegna anche se lavorano a livello internazionale.Siamo ripatiti dal filo – ha continuato l’artista – Abbiamo trovato una maestro, Chiara Vigo, che ci ha messo in mano il fuso. Il fuso ha cominciato a girare e abbiamo lasciato perdere il computer e tutti gli strumenti di uso quotidiano… siamo ripartiti da zero. La Vigo ci ha insegnato l’arte della tessitura antica”. Tre esemplari della Vigo sono esposti nella mostra. “Abbiamo appreso a estrarre i colori dalle piante a freddo dal maestro Chiara Vigo. Quelli che voi vedete in mostra sono i vostri colori, i colori della Sardegna, delle vostre piante, dei vostri fiori, della vostra terra…la mostra infatti costituisce uno specchio della vostra terra”. “Abbiamo recuperato dei panni antichi e li abbiamo usati…non c’è niente da inventare. L’importante è non comprare ciarpame nei negozi. Facciamo ciò che facevano i nostri nonni, che non buttavano i vestiti ma li riparavano. Non si buttavano cose fatte a mano oppure al telaio ma si conservavano. Invece ora per fare spazio si buttano vecchi oggetti, vestiti e oggetti vari.”   “Quando giriamo in Italia e per il mondo – conclude Romani – spesso la gente ci chiede: “ma davvero questo oggetto è fatto con un filo che qualcuno ha filato?” I bambini si incuriosiscono e sono i primi a voler provare a tessere. Questa mostra nasce dal nulla”.

    Karl Logge, australiano, nella sua introduzione ha sostenuto; “Quando ho visto il museo mi è piaciuto molto vedere le attrezzature dei mestieri antichi e in ogni stanza ho trovato indizi nel passato riguardo al fatto che oggi si parla di società sostenibile. Sostenibilità ambientale e non solo. La società attuale proiettata verso il futuro dà grande importanza alle macchine, all’informatica, all’intelligenza artificiale, a scapito di tutto il resto: dell’ambiente, dell’equità sociale, dei diritti dei lavoratori. Essere sostenibili significa, all’opposto, minimizzare la propria impronta sull’ambiente e sulla società. Evitare di creare danni e possibilmente realizzare o impostare le condizioni per rendere il mondo un posto migliore”. “L’idea del labirinto non è un qualcosa di strutturato, di concreto, ma un movimento che entra ed esce in continuazione anche nel mare che a me piace molto”. “Le cose fatte a macchina sono perfettamente uguali ma non hanno un’anima. Le cose fatte a mano non sono mai uguali ma riportano i pensieri e le emozioni di chi li realizza.  C’è uno scambio continuo, un filo che possono prendere le nuove generazioni. Mi piace stare in Sardegna perché è un’isola come l’Australia, certamente con dimensioni diverse ma pur sempre un’isola. Mi piace il mare che sa di infinito mi piacciono i colori che cambiano con il cambiare delle stagioni. Mi piace camminare in mezzo alla natura”. Romani prima di cominciare la visita alla mostra ha affermato: “Preferisco che i visitatori girino liberamente e poi ci dicano quali sono state le loro impressioni”. Così infatti è stato e dopo aver visitato la mostra in tanti si sono fermati a dialogare con gli artisti e a porre domande. La mostra è stata sapientemente allestita in tre stanze del museo. 51 opere splendide e curiose allo stesso tempo con la costante del labirinto nel mare. Particolarmente suggestivi certi dipinti colorati con colori estratti dalle piante, dai fiori, dai frutti, dalla terra…la terra di Sardegna appunto. Fra le opere spiccano tre realizzazioni col bisso della tessitrice Chiara Vigo di Sant’Antioco, maestro di bisso.

    Il bisso è una fibra tessile di origine animale, una sorta di seta naturale marina ottenuta dai filamenti secreti da una specie di molluschi bivalvi marini (Pinna nobilis) endemica del Mediterraneo e volgarmente nota come nacchera o penna, la cui lavorazione è stata sviluppata esclusivamente nell’area mediterranea. In Sardegna si trova nell’area di Cussorgia, tra Calasetta e Sant’Antioco.

    La morbida fibra, conosciuta anche come “seta del mare”, dal colore bruno-dorato, viene ancora filata, tessuta e utilizzata per realizzare preziosissimi ricami. Nel museo  a disposizione una piantina della dislocazione delle varie opere e funge da guida per gli appassionati d’arte e semplici curiosi. Una collezione di opere tessili, arazzi, dipinti su tela, opere su carta e videocarte. Pezzi unici che spesso includono fibre e fili filati a mano, tinture e colori naturali, tessuti antichi, tutti influenzati dal tempo profondo di luoghi, cicli e stagioni…La mostra, come si legge nei fogli di presentazione, presenta una visione immersiva di uno spazio cosmico in continuo scambio con le forze della natura, dove l’arte traccia un viaggio ricorrente all’interno di un flusso sempre in movimento. Una mostra personale da non perdere e siamo convinti che fino al 30 giugno saranno in tanti a recarsi nel “Museo Antonio Corda Arti e Mestieri Antichi della Sardegna” per ammirarla.

    La locandina della mostra

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