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    Quartu Sant’Elena, incontri per parlare di archeologia

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    Anche questo fine settimana il Nuraghe Diana si fa epicentro dell’approfondimento culturale
    quartese e dell’intera area vasta. Nel caso specifico ci si concentra sull’archeologia sarda e sulle risultanze che dalla stessa emergono, anche dal punto di vista antropologico. Un’area di grande interesse come il sito di Baia Azzurra diventa così location suggestiva ed emozionante per accendere una luce sulle nostre origini, raddoppiando così l’interesse, anche sotto il profilo turistico.

    Oggi alle ore 17.00 il primo focus sull’archeologia. È infatti in programma la conferenza dal titolo “Un luogo di culto fenicio-punico sull’acropoli di Pani Loriga – Santadi”, a cura dell’archeologa Giovanna Pietra, funzionaria della Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per la Città metropolitana di Cagliari e le province di Oristano e sud Sardegna. La collina di Pani Loriga si presenta come una ricca stratificazione culturale che documenta la continuità insediativa avviata già in epoca prenuragica e proseguita fino a quella punica. Fu colonia fenicia ai fini dello sfruttamento delle risorse del ricco entroterra sulcitano; inoltre la favorevole posizione assicurava il controllo di due antiche vie di penetrazione che collegavano il Sulcis orientale con la valle del Cixerri e con il Campidano di Cagliari.

    Anche il giorno dopo, domenica 6, spazio all’approfondimento culturale con un’altra
    conferenza, sempre alle ore 17, incentrata su “Lo status della donna nella Sardegna preistorica attraverso lo studio dei resti ossei”, a cura dell’antropologa Ornella Fonzo, che nel corso della sua professione, a seguito degli scavi effettuati nell’area di Mont’e Prama, ha curato anche gli studi sugli inumati recuperati nel sito dell’oristanese. Nell’occasione la studiosa avrà modo di raccontare e spiegare gli esiti dei suoi lavori in merito all’analisi osteologica condotta su alcune donne vissute nell’età del Bronzo in Sardegna.

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